25 Ottobre 2012 “Le belve” TUTTE LE CURIOSITA’

25 Ottobre 2012 “Le belve” (Savages) Regia: Oliver Stone Cast: Taylor Kitsch, Blake Lively, Aaron Johnson, John Travolta,  Benicio Del Toro, Salma Hayek, Emile Hirsch, Demian Bichir

video :  http://www.youtube.com/watch?v=khIzg-T7xEw

foto : http://www.cinemotore.com/?p=23373

 

“Se fai credere alla gente che sei debole, prima o poi sei costretto ad ucciderli”

 

TUTTE LE CURIOSITA’

 

Note sulla Produzione

 

“Il fatto che io ti stia raccontando questa storia non significa che alla fine ne esca viva.

E’ una di quelle storie in cui le cose vanno molto fuori controllo.”-O

 

Il regista vincitore di tre premi Oscar® OLIVER STONE ritorna sul grande schermo con l’efferato thriller Le Belve, riunendo un cast di star come TAYLOR KITSCH (Battleship), BLAKE LIVELY (The Town), AARON TAYLOR-JOHNSON (Kick-Ass), JOHN TRAVOLTA (Pulp Fiction), BENICIO DEL TORO (Traffic), SALMA HAYEK (Frida), EMILE HIRSCH (Into the Wild – Nelle Terre Selvagge) e DEMIÁN BICHIR (A Better Life).

 

 Il film è basato sul romanzo best seller a tinte criminali di DON WINSLOW, nominato dal New York Times come uno tra i migliori dieci libri del 2010.

Laguna Beach, la sfavillante stazione balneare di Orange County, in California, è la dimora di privilegiati e di annoiati: siano adolescenti con molto tempo libero e grande disponibilità economica, oppure uomini e donne che si mantengono perennemente giovani grazie alla chirurgia estetica, e che settimanalmente fanno un pellegrinaggio verso questa mecca suburbana, con un esclusivo centro commerciale. Il clima temperato e la vivace Costa del Pacifico all’apparenza trasmettono un gran senso di rilassatezza. O (Lively) lo sa bene: è una bellezza locale che conosce molto bene tutti i pregi e difetti del posto.

 

O è il diminutivo di Ophelia…. E non ha tutti i torti. E’ una persona molto particolare, come lo sono i suoi coinquilini – due imprenditori di Laguna Beach, Ben (Taylor-Johnson) e Chon (Kitsch)- un trio straordinario che condivide un amore unico nel suo genere. Ben, un pacifico e caritatevole botanico che aspira a salvare il mondo. Al contrario, il suo migliore amico Chon (Kitsch), ex Navy Seal ed ex mercenario, non pensa ne valga veramente la pena.  Ben, Chon ed O sono molto affiatati e legati da un rapporto speciale…. di una famiglia postmoderna. Conducono una vita tranquilla, benestante, libera e senza problemi, resa possibile dall’attività lucrativa di Ben e Chon: producono la migliore marijuana mai coltivata prima d’ora. Impresari indipendenti ed ‘onesti’, con un prodotto strabiliante, sono gli eroi locali che forniscono un prodotto molto richiesto. 

 

Ma l’attività di Ben e Chon naturalmente, non poteva rimanere a lungo in sordina. 

 

La loro famosa erba ed il loro business innovativo hanno attirato l’attenzione del Cartello dei trafficanti messicani di Baja, con a capo la spietata Elena “La Reina” (Hayek), affiancata dal suo brutale scagnozzo Lado (Del Toro), e dall’avvocato senza scrupoli Alex (Bichir).  Elena si impone loro come socio: nessuno può opporsi alla Reina, senza sacrificare qualcosa a cui si tiene.

 

Ma il cartello sottovaluta l’inossidabile legame che tiene uniti i tre amici. Ben, Chon ed a modo suo anche O, scatenano una battaglia, a prima vista già persa, contro i narcotrafficanti attraverso l’ambiguo aiuto di un viscido agente della DEA chiamato Dennis (Travolta), ed un astuto commercialista, Spin (Hirsch). Hanno così inizio una serie di piani e manovre ad alto rischio, in un feroce scontro.

 

      Ad accompagnare il regista Stone dietro le quinte ha collaborato una squadra di realizzatori d’eccezione tra cui il direttore della fotografia DAN MINDEL (Star Trek, Mission: Impossible III); lo sceneggiatore TOMÁS VOTH (Wanted – Scegli il Tuo Destino; Pirati Dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare); il due volte vincitore dell’ Oscar® l’ editor JOE HUTSHING (JFK – Un Caso Ancora Aperto; Nato il Quattro Luglio), i co- editors STUART LEVY (Ogni Maledetta Domenica;Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai) ed ALEX MARQUEZ (Ogni Maledetta Domenica;Alexander); costumi di CINDY EVANS (Memento, Thirteen- 13 Anni), musiche di ADAM PETERS (A Sud del Confine).

 

Tratto dall’omonimo romanzo di Don Winslow (“The Kings of Cool: Prequel to Savages”, e “Il Potere del Cane”), sceneggiatura di SHANE SALERNO (Armageddon – Giudizio Finale;Shaft), Don Winslow ed Oliver Stone, Le Belve è prodotto dai collaboratori di Stone di lunga data MORITZ BORMAN (W., Alexander, World Trade Center) ed ERIC KOPELOFF (W., Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai).

 

I produttori esecutivi del the thriller sono FERNANDO SULICHIN (A Sud del Confine;The Killer Inside Me), Shane Salerno e TODD ARNOW (Battleship, Master and Commander: Sfida ai Confini del Mare).

 

LA PRODUZIONE

Una Joint Venture:

Le Belve: L’Inizio

 

“Se fai credere alla gente che sei debole, prima o poi sei costretto ad ucciderli”

-Chon

 

Provocatorio dalla prima riga fino all’ultima pagina, l’audace romanzo del 2010 di Don Winslow “Le Belve” ha affascinato e stupito sia il pubblico che la critica.

Winslow afferma che la genesi del suo bestseller era insolita: “Un giorno, seduto alla mia scrivania e di pessimo umore, ho digitato queste due parole, che sono poi diventate il famigerato primo capitolo del libro. Poi, di getto ho scritto 14 pagine e le ho inviate via e-mail a Shane [il co-sceneggiatore/ produttore esecutivo Shane Salerno] e gli ho detto: ‘O queste sono perfette, o sono pazzo’. Pochi minuti dopo ho ricevuto la sua e-mail di risposta in cui diceva ‘Continua a buttare giù come stai facendo, e cerca di finire questo libro fin quando sei così ispirato”.

Il romanzo di Winslow è la prova che le regole sono state fatte per essere infrante, ha finito per scrivere diversi capitoli di “Le Belve” sottoforma di sceneggiatura. “Ho tentato di andare fuori dai canoni classici del genere criminale di ultima generazione”, afferma Winslow. “Alcune volte ho pensato ‘Questo pezzo si adatta meglio ad essere parte di un film piuttosto che di un romanzo”.

Salerno, con il quale il regista collabora da più di 13 anni, era entusiasta del fatto che stesse incoraggiando Winslow a concentrare la sua energia nella rivisitazione di un mondo che l’autore conosceva molto bene.  Il produttore esecutivo spiega: “Don ha scritto quello che molte persone ritengono essere l’epilogo de ‘Il potere del Cane,’ la storia di 30 anni di guerra alla droga dalla costituzione della DEA al 2005. Ha trascorso sei anni in ricerche in Messico, Texas e California.

Questo è un terreno in cui ha cesellato il suo nome, ed è un mondo che conosce molto bene.

Ne ‘Le Belve’ ha previsto l’allargamento del business dei Cartelli messicani in California.  È incredibile constatare che gli eventi della vita reale iniziano a rispecchiare le tue peggiori paure.”

Il libro alla sua pubblicazione è stato così ben accolto dalla critica — Stephen King ha definito questa storia drammatica, sexy e piena d’azione come “Butch Cassidy and the Sundance Kid” — che è stato velocemente trasformato in sceneggiatura. Riflette Salerno: “Normalmente i libri, inclusi i precedenti scritti da Don, sono destinati ad essere venduti ad uno studio. Abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso, opzionando il libro direttamente ad Oliver Stone. Abbiamo ritenuto che questo materiale unico non potesse seguire l’iter tradizionale, ma doveva essere gestito in modo speciale. Sapevamo che Oliver l’avrebbe capito e che avrebbe collaborato con noi nella stesura della sceneggiatura. Dal momento dell’assegnazione dello script, all’inizio delle riprese sono passati circa tre mesi: il che è senza precedenti”.

Ne “Le Belve” si intrecciano vicende politiche e di narcotraffico, temi che da sempre hanno destato l’interesse dello scrittore/regista attratto fin dalla prima lettura della bozza.  Shane Salerno, Don Winslow ed Oliver Stone hanno adattato il romanzo in sceneggiatura, ed in meno di un anno la Universal Pictures si è assicurata i diritti per la distribuzione in tutto il mondo.  Di lì a poco, sono iniziate le riprese. Riguardo il suo interesse nella lavorazione di un film tratto da un romanzo innovativo, Stone aggiunge: “Penso che il libro sia ben fatto.  Parla di potere, tradimenti, soldi e mette in discussione i valori morali.”

“Le Belve” affronta molti temi ricorrenti nei film di Stone: lotte di potere, giochi di lealtà, analisi del bene e del male insito nella natura umana, complessità delle relazioni familiari ed un occhio di riguardo verso le persone tormentate, alcune delle quali vivono una propria forma di eroismo.

Stone  afferma che questo progetto gli ricorda Ogni Maledetta Domenica e “le corporazioni insite nel calcio.” Riguardo il narcotraffico, dice: “Fondamentalmente è un’intrusione del Cartello Messicano negli Stati Uniti per tagliare fuori i produttori ed i commercianti indipendenti. 

Nel film, il Cartello di Baja è più interessato al volume delle operazioni piuttosto che al commercio “al dettaglio” di dimensioni medie.  Ma quando questa ricerca della quantità delle operazioni coinvolge i  coltivatori indipendenti, lo scontro è inevitabile.  Walmart non vuole la concorrenza.”

Il produttore Moritz Barman, che ha lavorato frequentemente con Stone, afferma l’esistenza di una naturale inclinazione della ricerca di parallelismi tra “Le Belve” ed i precedenti film di Stone, anche se il regista non è interessato a ripetersi.  Borman dice: “Ovviamente, la gente cercherà di confrontare ‘Le Belve’ con altri film di Oliver, ma lo stile ed il messaggio sono completamente diversi, ed anche la storia non è la stessa, anche se di certo hanno la stessa intensità.  Egli ha sempre un messaggio nuovo da trasmettere: è per questo che i suoi film hanno sempre una vita a sè”.

Il suo collega produttore Eric Kopeloff, osserva che il regista è interessato ai personaggi tanto quanto allo scenario geopolitico: “Questo è quel che più lo entusiasma, nel fare film è trovare una storia dove i personaggi si possono contestualizzare.  Oliver è una persona che non smette mai di osare, di fare cose nuove per andare oltre la mediocrità”.

Trasformare un romanzo del genere in un film coinvolgente è arduo.  Ad esempio, il finale esplosivo del film, che Stone paragona ad uno ‘Spaghetti Western’*, riflette la trama libro, ma non lo segue alla lettera.  Tale divergenza, nota Kopeloff, fa parte dell’adattamento del testo alla scena.

Dice infatti: “C’è una certa libertà nell’adattare un libro alla sceneggiatura, nella trama e nei tempi. Se avessimo semplicemente girato ogni scena del libro ‘Le Belve’, saremmo rimasti tranquillamente seduti per cinque ore.  Certo avremmo rappresentato fedelmente la trama, ma avremmo preso la libertà cinematografica per enfatizzare la storia ed i personaggi, penalizzando inoltre l’impatto visivo al pubblico.”

Winslow riguardo le differenze tra la stesura di un romanzo ed una sceneggiatura, aggiunge: “Fondamentalmente, da scrittore bisogna essere consapevoli del fatto che alla fine sono due prodotti differenti, nati da esigenze diverse, e che possono parzialmente essere complementari.  Per esempio, un capitolo di un libro descrive principalmente una sola azione, mentre durante la scena di un film si possono rappresentare anche due o tre azioni contemporaneamente.  La sceneggiatura è una forma artistica estremamente esigente che deve considerare molti fattori tutti insieme.” 

Nella trama, il Cartello di Baja è attratto dall’attività di Ben e Chon, tanto da voler imporsi nei loro affari, pur però disprezzando il loro stile di vita, soprattutto il rapporto non ortodosso con O.

D’altro canto Ben, Chon ed O sono altrettanto disgustati dagli atteggiamenti del Cartello e dei loro metodi.  I rapporti tra il Cartello e Ben, Cho e O diventano sempre più spietati e violenti; e Stone così riassume: “È paradossale che entrambe le parti identifichino l’altra parte come delle belve”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Imprenditori impegnati:

Casting per il Thriller

 

“Dobbiamo mettere gli animali in gabbia”.

-Dennis

Da Tom Cruise in Nato il Quattro Luglio e Val Kilmer in The Doors, a Michael Douglas in Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai e Woody Harrelson in Assassini Nati, Stone è noto per suscitare storie incandescenti e prestazioni eccezionali dal cast di attori.  Acuto osservatore, il cui approccio di idiosincrasia ed occasionalmente provocatorio è messo a servizio delle prestazioni e della storia, lo stile di Stone è considerato dal cast e dalla troupe come «impegnativo ma corretto».

La fase di casting per il regista è fondamentale per assegnare un marchio di riconoscibilità ai personaggi delle storie che si appresta a raccontare.  Infatti, ne ‘Le Belve’ ogni personaggio ha un duplice aspetto che porta al mix esplosivo della storia.  Inoltre, la battaglia tra il cartello di Baja e Ben, Chon ed O mette in rilievo le motivazioni, la complessità e le fragilità in ogni personaggio.  O non è la semplice ragazza che immaginiamo, e Chon non è semplicemente un killer stoico.  Ironia della sorte, Ben il pacifista, se portato al limite, è capace di estrema violenza.  Elena, sebbene sia potente e letale, ha modi di fare materni ed è una solitaria.  Il brutale Lado vive col terrore del suo capo donna, mentre Dennis, malgrado i suoi intrighi è in definitiva un sopravvissuto, molto leale con la sua ‘famiglia’.

Fin dall’inizio della formazione del cast, Taylor Kitsch è apparso sul radar di Stone come potenziale protagonista del thriller.  Quando Stone ha contattato Kitsch per il ruolo di Chon,  Kitsch ha risposto proprio alla maniera di Chon.  “Ho letto il libro prima che fosse ufficiale il coinvolgimento di Oliver, anche se nell’aria giravano delle voci” ricorda Kitsch.  “Ho pensato: ‘Sarei disposto ad uccidere pur di interpretare questo ruolo’.  Quando ho scoperto che Oliver è stato annesso al progetto, era fatta.  Sentivo che la parte mi sarebbe calzata a pennello”.

Killer addestrato ed ex-Navy SEAL, Chon usa la sua abilità per difendere tenacemente le persone che ama: O e Ben.  Kitsch spiega le motivazioni che spingono il suo personaggio a considerare le droghe come una risposta razionale alla follia: «Chon è esausto da sempre. Ha visto talmente tanto schifo in Afghanistan che la sua prima reazione è sempre la violenza. Ma quando è con Ben ed O è una persona completamente diversa. Con loro abbassa la guardia, magari ride e scherza: cosa molto rara per Chon. Il suo unico scopo nella vita è quello di proteggere Ben ed O, ed è disposto ad uccidere pur di farlo.” 

Riguardo il suo rapporto con il regista, Kitsch riflette: “Oliver appartiene alla vecchia scuola.  E’ molto concentrato sul lavoro, e lo ammiro.  Mi è piaciuto il suo modo di fare dei break per discutere sulla scena e poi ripeterla.  È molto efficace. Ma è bene essere sempre all’erta.  Oliver nota ogni sfumatura, anche solo uno sguardo.  Ti chiede spiegazioni, facendoti mantenere sempre alta la concentrazione. Se si fa confusione, e capita ad ognuno di noi, te lo fa notare.  Ma è altrettanto in grado di sottolineare quando la ripresa è impressionante. Bisogna stare sempre all’erta, per questo  le prestazioni alla fine riescono bene.”

Blake Lively interpreta la bella ed affettuosa O : uno spirito libero che nel momento in cui viene rapita, dimostra di avere tanta grinta e forza d’animo.  Riguardo la sua scelta per la parte, Stone la elogia: “Blake è un’attrice di tutto rispetto. Appena ventitreenne, ha dimostrato di essere impavida, perfetta per il suo personaggio. Blake doveva comparire spesso nel film in una luce poco lusinghiera, eppure non si è mai tirata indietro.” 

La Lively è la voce narrante del film. Stone utilizzata la tecnica di voiceover nella maniera più efficiente e specifica possibile.  Il regista spiega: “L’idea di far narrare il film ad O è nata dal libro, dove è lei stessa a raccontare la storia al lettore. Il libro ha più di cento scene e molti personaggi, molti più di quanto possiamo permetterci in un film, abbiamo perciò lavorato per ridurre al minimo gli avvenimenti ed abbiamo utilizzato il voiceover per collegare le varie fasi”.

Parlando della sua parte, alla Lively è piaciuto il fatto che “O è il filo che lega tutti”.  Infatti, interagisce in più scene con la maggior parte degli altri attori, definendo le riprese “intense, tumultuose ed impegnative”.  Dice l’attrice: “E’ stato incredibile perché dovevo essere presente nella vita di ogni personaggio: dalla vita privilegiata con i ragazzi a Laguna Beach, alla tortura e costrizione in una gabbia spedita a Tijuana. Sperimentare tutto questo in un solo film – dalla felicità estrema all’estremo dolore, è stata una grande sfida”.

L’attrice originaria della California del Sud, è stata affascinata dall’idea della trama di far parte di una famiglia non tradizionale, in cui tre persone si amano molto. La Lively afferma di aver trattato la storia di O con estremo rispetto e cura: “Uno dei motivi principali che univa Ben, Chon ed O,  è che si consideravano una famiglia. Erano tutto. Nessuno di loro aveva una famiglia reale.  Non avevano qualcuno da cui imparare, o che li sostenesse nella buona o nella cattiva sorte. Solo loro”.

Aaron Taylor-Johnson interpreta l’altro amante di O, nonché il riluttante commilitone di Chon, il pacifico Ben, che si ritrova contro la sua volontà in un violento conflitto con il Cartello.  Infatti, Taylor-Johnson è stato uno dei primi attori del cast del film di Stone… anche se nessuno era inizialmente sicuro del ruolo che gli sarebbe stato assegnato. “Aaron è stato uno dei primi attori che ho incontrato a Londra”, ricorda il regista.  “Ho pensato che portasse freschezza e novità.  Ho detto: ‘tu sei perfetto.  Non so ancora quale parte voglio assegnarti, ma per favore aspetta.’  E lo ha fatto.  Ha rinunciato ad un grande film, solo per rimanere con noi.”

Ben, forse più di qualsiasi personaggio, deve trovare e accettare la belva che c’è in lui, cosa non facile per un pacifista dichiarato.  “Ben diventa violento”, afferma Stone.  “La cosa strana è che Ben sarebbe voluto rimanere fuori dai guai, ma invece ci si ritrova totalmente, ed in quel momento capisce l’impossibilità di seguire i suoi ideali pacifisti.  Credo che nessuno di noi ci riesca… tutti noi finiamo nei guai in un modo o nell’altro.”

Taylor-Johnson afferma inoltre che la ragione per cui avrebbe accettato qualunque ruolo nel film, era la presenza di Stone. Quando poi ha scoperto di essere Ben, ne era entusiasta. “Oliver è uno dei miei eroi” aggiunge l’attore. “E’ uno scrittore e regista fantastico, ed è sorprendente vedere come riesce a mettere insieme tanti pezzi in modo originale.  E ‘ stato incredibile essere una parte di quel puzzle.  Non avevo mai interpretato un ruolo simile a questo, ma ho avuto piena fiducia in Oliver. 

E’ molto esigente. Ti sprona sempre a fare del tuo meglio per crescere ed è sempre molto attento.  Per la parte di Ben, dove si alterna molta emotività al testosterone pesante, Oliver mi ha aiutato a trovare l’equilibrio e la forza”.

Oltre ai tre protagonisti, Stone sapeva fin dalla pre-produzione che desiderava un cast di nomi altisonanti per i ruoli di supporto.  Su questa premessa ha costituito il resto del cast optando per John Travolta nel ruolo di Dennis, l’agente corrotto della DEA, l’attrice nominata agli OscarÒ Salma Hayek nel ruolo della spietata Elena, capo del Cartello di Baja, e Benicio Del Toro: lo spietato sicario di Elena, Lado.

Tra i due contendenti all’egemonia del narcotraffico compare Dennis, un affabile ma opportunista agente della DEA, pronto a schierarsi all’occasione sia con Ben e Chon che con Lado, interpretato dall’attore candidato due volte all’Oscar®, John Travolta.  “John è stato la mia prima scelta per la parte di Dennis. E’ molto tempo che desideravo lavorare con lui,” dice Stone.  ‘Con il suo naturale temperamento impersona perfettamente il ruolo di un ambiguo agente della DEA”.

Sia la storia che la parte proposta hanno molto attratto Travolta. Dice: “Ho risposto in base all’impatto generale che mi ha dato lo script.  Ho pensato che sarebbe stato un film molto cool, e ho voluto farne parte”.  Travolta aggiunge che Stone è una persona molto gentile ed un valido collaboratore.  “Ad Oliver piace il fatto che io abbia interpretato i più svariati ruoli nei film.  Ha osservato il mio percorso: il che è stato incentivante, soprattutto per poter ricoprire un ruolo di sostegno come Dennis — un ruolo di collegamento con i protagonisti — è stato importante sentirsi a proprio agio.  Inoltre, ‘Le Belve’ rappresenta la quintessenza di Oliver Stone. Racchiude messaggi politici.  Ha messaggi morali. Mostra le complicazioni della vita attuale”.

Padre di due figlie piccole e marito di una donna con una malattia in fase terminale, le problematiche della vita di Dennis condizionano le sue scelte. Travolta afferma: “Era necessario dare una giustificazione importante e credibilità al suo comportamento ambiguo e subdolo nei confronti del governo degli Stati Uniti ed il Cartello; anche se trova comunque un modo per giustificare le difficoltà della sua vita.  Come gli altri personaggi, ha una vulnerabilità e una dualità.  Sì, non si stava comportando bene, ma era pur sempre un essere umano e un senziente, a modo suo”. Il più grande riconoscimento che Dennis potesse offrire ai suoi superiori era la consegna di Elena Sanchez, capo del Cartello di Baja che voleva imporsi nella produzione di erba con Ben e Chon.  La Hayek ammette che raramente è stata presa in considerazione per un ruolo come quello di Elena, la donna che ordina il rapimento di O, prima di rimanerne affascinata.  Dice: “Non ho avuto molte offerte per ruoli di ‘cattiva’, per questo interpretare Elena è stato molto divertente. E’ una donna forte e vive in un mondo violento e spaventoso; ha un ruolo che solitamente ricoprono gli uomini: scoraggiante e difficile, ma che ha saputo gestire, da donna. C’è qualcosa di intimidatorio, quasi ‘regale’ su Elena.  Il suo soprannome è ‘La Reina,’ che significa ‘Regina’ in spagnolo: per poter governare sulla paura ed il rispetto si necessita di un tale atteggiamento.  Altrimenti il Cartello non avrebbe mai funzionato”. L’attrice si sofferma sul mondo di Elena, devastato da una grande assenza: “Lei soffre di un profondo dramma personale, che rivela la sua debolezza.  Il suo tallone d’Achille è la mancanza di un rapporto con la figlia, così quando O entra nella sua vita, emerge la sua fragilità emotiva.  O porta nuova luce, anche se le circostanze che le uniscono non sono ideali. Dimostra di non aver totalmente perso la sua umanità: lei che è così spietata. Ed è molto bello interpretare questo tipo di personaggio.  Aggiungo poi che il privilegio di aver lavorato con un regista come Oliver ed un grande cast, ha reso il mio lavoro più facile”.

Gli eventi politici della storia sono noti all’attrice, che ha vissuto la complessità della guerra nordamericana contro la droga.  “Io sono messicana.  Ho conosciuto molti aspetti della storia di Elena” aggiunge la Hayek. “E’ parte della vita nel mio Paese.  Spero che il film faccia rendere conto alla gente della vastità della piaga del traffico di droga tra Messico e Stati Uniti. Non è solo un problema messicano, ma un problema condiviso: l’America ed il Messico sono partner di questo commercio: uno vende e l’altro acquista e tutto sta scivolando via dalle mani di entrambi i governi.

Durante le prove, Stone ha testato il coraggio della Hayek.  Infatti, qualsiasi perplessità riguardo la giusta ‘cattiveria’ nell’interpretazione dell’attrice, è stata rapidamente superata.  Il regista, che in genere fa ripetere le riprese finché non ottiene quella richiesta, ha dato il compito alla Hayek di provare un numero indefinito di volte una scena cruciale in cui Elena sventra verbalmente Lado ed Alex. Così Elena, disorientata, frustrata e furiosa per un problema riguardo le sue operazioni negli Stati Uniti, castiga i suoi uomini in un linguaggio misto tra inglese e spagnolo fatto di insulti e minacce. La Hayek si è esibita in una performance di tale bravura, come Stone si aspettava, tanto che alla fine della scena, l’attrice ha assorbito la rabbia e la confusione di Elena.

La Hayek riconosce di essere grata al regista per l’opportunità avuta: “Ero euforica quando ho avuto la certezza di partecipare a ‘Le Belve’; durante la mia carriera di attrice ho sempre desiderato lavorare con Oliver.  Sono stata estremamente felice di aver lavorato con lui, ma anche molto triste quando questa esperienza si è conclusa.  Ora che uno dei miei più grandi sogni si è avverato, penso che non tornerà più”.

Lado, un uomo al servizio di Elena, controlla il funzionamento delle operazioni del Cartello di Baja, nella California del sud. Egli, sempre più contrariato dall’intransigenza del suo capo, inizia ad usare una sua tattica brutale per staccarsi da lei e mettersi in proprio. Inizia così a rivestire la parte di uno psicopatico che spara detrattori nelle rotule, giustizia fedeli scagnozzi, e frusta incessantemente un collega per estrarre una falsa confessione: Benicio Del Toro per questo ruolo ha dovuto frequentare gli ambienti più oscuri. Egli riflette: “I racconti reali delle persone coinvolte in circostanze analoghe, o che sono state vittime della guerra di droga, ci fanno totalmente calare nel personaggio, permettendoci di mantenere molto alta la concentrazione”.

Come per i suoi colleghi, l’attore vincitore di un Oscar® ha scelto di prendere parte alle riprese di ‘Le Belve’ grazie alla presenza del leggendario regista.  Del Toro afferma: “Oliver è come un allenatore che prepara per vincere. Egli osserva ed ascolta tutto; è come se avesse un ‘replay’ in testa. Conosce dettagliatamente le scene; scherza, ti fa diventare matto e poi rinizia a scherzare. Alterna momenti in cui ti fa venire il sangue al cervello, per poi sorriderti. Quindi a fine riprese, non sai mai se hai fatto bene o male.  Ma quando le rivedi, e ti rendi conto che è andato tutto bene, capisci perché vuoi lavorare con Oliver Stone”.

Naturalmente Del Toro e la Hayek girano molte scene insieme, e sono entrambi potenti. 

Anche se Del Toro è molto più alto e pesante della Hayek, è lei il capo.  “Ho incontrato Salma anni fa, e già sapevo della sua tenacia, ci teneva ad essere una ‘queenpin’” dice Stone.

“Mi è piaciuta l’idea che la figura di Benicio si prostrasse a lei, perché il suo personaggio non ha paura di nessuno, tranne di lei.  Ha avuto un sacco di input col suo personaggio.  Lado è un mostro, ma Benicio lo ha reso un mostro umano”.

La Hayek ammette che è stata una bella soddisfazione essere il boss di Del Toro.  Ridendo, afferma: “E’ stato molto divertente, essendo il jefe — disporre di uomini forti al mio servizio ed impartire loro i miei ordini.  Comandare dei machos come Benicio Del Toro e Demián Bichir, è la soddisfazione di una fantasia prettamente femminile”.

Del Toro aggiunge: “E ‘ stato bello lavorare con Salma Hayek.  Ha anche un po’ di Julio César Chávez nel suo sangue, a completamento della sua bellezza”.

Altri attori rinomati hanno completato il cast de ‘Le Belve’: Emile Hirsch interpreta Spin, il mago della contabilità  di Ben e Chon, e l’attore nominato agli OscarÒ Demián Bichir è Alex, l’ avvocato curatore degli interessi del Cartello di Baja.  Bichir, si trova a lavorare nuovamente con Del Toro e la Hayek, come già avvenuto in passato.  Infatti, ha interpretato Fidel Castro al fianco di Del Toro in Che: l’Argentino e Che : Guerriglia di Steven Soderbergh, ed ha recitato con la Hayek nel film per la televisione In the Time of the Butterflies, che ha anche prodotto. Bichir riguardo le motivazioni che lo hanno attratto al progetto: “Ho sempre creduto che gli esseri umani hanno un lato buono ed uno cattivo.  Possiamo essere incredibilmente meravigliosi o terribili.  Lo siamo nel DNA, non possiamo cambiare; c’è una belva in ogni essere umano. C’è chi se ne avvale, e chi preferisce allontanare quel lato oscuro di sé.

Spesso non facciamo caso ai nostri vicini di casa, e salutiamo gli altri a fatica in ascensore. Possiamo tranquillamente vivere in un nostro mondo, ed è questo che ci rende selvaggi“.

Riguardo la sua esperienza sul set con i colleghi, Bichir afferma: “Mi piace giocare a tennis, e quando il tuo avversario è un gran giocatore, devi saper improvvisare. Questo è quel che ho provato recitando al fianco di Benicio. E’ semplicemente un attore fantastico e potente. La cosa più interessante tra Lado ed Alex è la loro diversità. Alex è elegante e ben vestito, mentre Lado è rozzo. Nella maggior parte del film Salma ed io abbiamo comunicato tramite uno schermo, tranne durante una scena molto intensa in cui lei si è sentita ingannata. Non la vedevo da molti anni, e l’ho trovata in gran forma. Ha molta grazia, è sicura di sé ed è una bravissima attrice”.

Bichir compare parecchie volte nel film, perciò per molti mesi l’attore ha potuto osservare e conoscere lo stile di Stone sul set. Proprio come Kitsch, Del Toro e la Hayek, ha paragonato il regista ad un comandante che prepara il suo esercito alla guerra. “Come tutti i più grandi comandanti bisogna essere duri con le proprie truppe, perché quel che vedranno in guerra sarà 10 volte peggio”, nota l’attore. “Devono essere pronti a tutto”.

Nei panni del rinnegato Spin, lo straordinario e geniale hacker di Ben e Chon, Emile Hirsch ha condiviso un gran senso dell’umorismo col suo regista. “Facciamo un sacco di battute, ci siamo davvero divertiti”  dice Hirsch. “E’ stato un gran supporto, è una persona schietta, e sempre attento ai dettagli”.

Per la sua parte di gestore delle operazioni finanziarie multimilionarie di Ben e Chon, Hirsch ha dovuto esprimersi con un linguaggio tecnico appropriato. Conferma che Stone gli ha messo a disposizione una zona comfort in cui poteva recitare senza doversi stressare troppo dall’uso del gergo tecnico. “Ovviamente non sono molto preparato sul riciclaggio del denaro”, afferma. “Mi sono limitato ad imparare la parte ed il contesto della trama. Come lo spettatore, ci si lascia coinvolgere dall’insieme, dall’illusione, perché questa è la magia dei film e delle storie”.

Le protagoniste femminili de ‘Le Belve’ hanno caratteri indipendenti, potere, sono sexy, astute ed ambiziose. Il rapporto tra Elena, O e la figlia di Elena , Magda (interpretata da SANDRA ECHEVERRIA), vacillano tra senso del dominio, affetto e tradimento. In tutta la storia la voce femminile è evidente, fosse solo per la narrazione di O. Mentre Ben e Chon si angosciano per la liberazione di O, lei non sembra essere una femminuccia indifesa. Così O, Elena e Magda si ritrovano unite da un legame simbiotico e complicato che altera tutti gli equilibri tanto quanto le armi di Chon e Lado. Stone dice: “Mi è piaciuta molto l’interazione e l’ascendenza di queste donne dinamiche”.

Per la famiglia Sanchez, la morte è un dato di fatto. Elena ha perso suo marito e due figli in questa guerra di droga. Ha mandato sua figlia Magda in California per salvarla, e Stone era intenzionato a far vedere quanto questo distacco sia costato ad Elena. Magda, cresciuta lontano dalla malavita del Cartello, si trova di fronte un’altra realtà quando scopre in che modo la madre ha finanziato la sua vita lussuosa ed indulgente.

“Il rapporto tra Elena e Magda è piuttosto spietato”, afferma il regista. “La figlia per molti versi assomiglia alla madre, anche se ha un cuore più grande della figlia. Elena quindi trasferisce tutta la sua affettività verso O, quasi come volesse adottarla quando era un suo ostaggio. O d’altro canto, non avendo la mamma inizialmente era attratta dalla figura di Elena, ma alla fine subentrerà una sorta di lotta di potere tra queste due donne forti che sfocerà in diffidenza”.

La Hayek è piacevolmente sorpresa dell’amicizia nata fuori le scene con la Lively, e con la Echeverrìa. “Le adoro!” dichiara la Hayek. “Blake è intelligente, divertente, professionale, piena di idee e bizzarra in tutto. E’ stata coraggiosa, schietta ed eloquente. Fin dal primo giorno delle prove, da quando ha iniziato a parlare del suo personaggio e della sceneggiatura ho pensato ‘Ci troveremo bene’. Abbiamo iniziato a studiare le parti per conto nostro, ed al momento delle riprese ha preso nota di tutto quello che abbiamo fatto. Mi fido molto di lei. Lo stesso vale per Sandra, che non ho avuto il piacere di conoscere prima. Sono molto fortunata ad avere due nuove amiche come loro”.  Da parte sua, la Echeverrìa aggiunge: “Ho sempre rispettato Salma. È una donna intelligente, forte e sexy, che ha realizzato i propri sogni, e la sua interpretazione di Elena è stata magnifica. Ora che la conosco personalmente, la ammiro ancora di più. È sempre piena di idee e consigli, energica e generosa. E’ stata illuminante”.

 

 

Prove di Sopravvivenza:

Prove generali e Ricerche

 

“L’Adrenalina è il modo della natura per dirti ‘Don’t f*c% up’”

-Chon

Due settimane prima di cominciare le riprese, Oliver Stone ha riunito tutto il cast per le prove di ciò che avrebbe successivamente girato: ma durante la produzione, Stone ripete, blocca, elabora le performance prima ancora di girare. Occasionalmente si sono protratte per ore, costringendo il regista e gli attori a prolungare il lavoro nei giorni successivi. Alla fine delle riprese individuali, Stone invita il cast a rivedere le scene, quello che hanno comunicato, fungendo da narratore. Durante questo processo offre a tutti una panoramica ed un’analisi del lavoro svolto. In un film come ‘Le Belve’ in cui sono coinvolti molti personaggi e punti cruciali della trama, quest’analisi si è rivelata piuttosto critica.

Niente di nuovo per il regista. “Interrompo sempre le prove”, dice Stone. “In questo caso le scene sono state molto complesse. Ci sono cinque o sei personaggi principali, e tutti avevano input significativi dalla sceneggiatura. Le prove erano principalmente pratiche. Prima di tutto si doveva conoscere bene la scena, con la consapevolezza di cosa sarebbe accaduto. Fortunatamente era già tutto pianificato, ma le continue interruzioni hanno dato vita alla migliore messa in scena. Senza queste sarebbe stato tutto un gran pasticcio. Il posto peggiore al mondo dove far nascere dubbi ed incertezze è proprio il set: perciò è bene farle emergere durante le interruzioni.

Questo processo, un ibrido tra preparazione ed improvvisazione, è una delle virtù di Stone, secondo Kopeloff. Il produttore infatti afferma: “Abbiamo pianificato tutto in anticipo, ma ad Oliver piace l’esperienza sul campo. Alcuni registi vogliono creare il momento perfetto, mentre a lui piace osservare la sua evoluzione. E’ questo che rende i suoi set così interessanti: la grinta e la determinazione che trasmette, il fascino della scoperta. Sa dove vuole arrivare, insieme agli attori. Ama i personaggi, la storia e soprattutto il dialogo. E’ estremamente importante per lui, e lo ha trasmesso anche agli attori. Punta non tanto al rapporto tra attore e sceneggiatura quanto a quello che appare sullo schermo”.

Una delle prove più impegnative è stata in cima ad un vasto ed arido altopiano a nord di Los Angeles, a Vasquez Rocks, noto come il ’Desert Bowl’. Stone, insieme agli attori principali e l’intera troupe si sono soffermati a lungo sotto un sole rovente da metà pomeriggio fino a che non è tramontato dietro le montagne.

Il regista giustifica la sua logica della giornata lavorativa prolungata: “Sapevo che le prove si sarebbero protratte fino a tardi perché la scena era lunga ed importante. Ho ristretto il numero dei protagonisti a sei, tutti coinvolti in una resa dei conti nei pressi del deserto, mentre un gruppo di cecchini li circonda. L’immagine era semplice come in un film Western. Ma con tutto ciò bisognava dar vita ad una sparatoria stabilendo la direzione dei colpi, il momento in cui alcuni vetri sarebbero andati in frantumi ed altri dettagli”.

 Stone da sempre si è avvalso di tecnici, per rendere le scene più reali possibili. Quelle cruciali sono state coordinate dallo stunt KEITH WOULARD. Il regista afferma: “Keith è stato una figura chiave in questo processo Da ex SEAL non ha mai perso il controllo, malgrado le difficoltà. Si è dimostrato il più paziente di tutti“.

Woulard ha trovato in Kirsch un alleato particolarmente entusiasta e capace, che l’ha assecondato nello schieramento massivo della potenza del fuoco ovunque possibile. Un’azione particolarmente complessa sulla mesa prevedeva che Chon si salvasse da un’esplosione dietro un SUV, e si mettesse in sicurezza correndo a zig zag nella zona arida. In più doveva sfuggire dalle traiettorie di Lado ed Elena che gli puntavano contro delle telecamere. Kitsch è entrato talmente in simbiosi con il personaggio e la missione che doveva compiere, che è bastata un’unica ripresa. Il fisico atletico e la conoscenza di mosse per il combattimento ed i metodi di un soldato, lo hanno sicuramente avvantaggiato. “Mi sono allenato con un SEAL prima di iniziare ’Le Belve’, afferma Kitsch. “Si è aperto molto con me. Non mi ha solo insegnato a sparare con armi semiautomatiche, ma mi ha raccontato le sue avventure in Iraq ed in Afghanistan, e quelle dei suoi commilitoni. E’ stato davvero importante aver avuto quest’opportunità per poter meglio capire come effettivamente fosse Chon. Quel che mi ha colpito dei SEAL è che puoi tranquillamente incontrarli per strada senza renderti conto di chi siano. Ma se li vedi nel loro ambiente, sono impressionanti. Sono fortunato a poter considerare alcuni di loro  degli amici“.

Per ‘Le Belve’ Stone ha ingaggiato un trio di supporto per i ruoli di Spin e Dennis: RALPH ECHEMENDIA, esperto hacker; PATRICK FOURMY consulente sulla cannabis, ed EDDIE FOLLIS, un agente della DEA in pensione. Nessuno dei tre si sarebbe mai volontariamente ritrovato nella stessa stanza con gli altri due se non per il loro coinvolgimento nel film.

Il veterano documentarista evidenziava un elemento verosimile alla situazione,specialmente “l’avere a che fare con coltivatori locali di erba, l’influenza e la pressione del Cartello Messicano”. Stone spiega: “Avevamo a che fare con il commercio della marijuana pura, e francamente è facile ottenere informazioni imprecise e rielaborate dai media. In Scarface sono stato molto meticoloso nei dettagli. Ho voluto conoscere il costo per grammo di cocaina, le tecniche dello spaccio, cosa ci fosse dietro, ecc. Per questo, ho cercato di ricevere le stesse informazioni riguardo la marijuana, anche se non è stato così facile.

“E’ qui che si colloca la figura di Eddie”, continua il regista. “Mi ha dato delle ottime informazioni, ed ovviamente Don Winslow ha passato del tempo con lui. Così Patrick, che è stato nel business della marijuana per molti anni, ma anche nel mondo della musica. Un uomo generoso con una spiccata intelligenza, è stato una sorta di Svengali per molti di noi, sul set. Grazie a loro ed alle mie personali ricerche, ho familiarizzato con il movimento indipendente a favore della marijuana. Non è un cartello, perciò ognuno cresce autonomamente. Ralph invece ci ha aiutato a far sì che le scene cardine in cui Ben e Chon devono uscire di scena per poi dilettarsi nel loro ciberspionaggio fossero dettagliate ed aggiornate. Abbiamo cercato di dare il massimo al film”.

Il contributo di Echemendia riproduce un modello del riciclaggio di denaro, della manomissione di computer ed apparecchi elettronici, e di furti d’identità in rete tipici del XXI secolo. “Sono un cosiddetto ‘hacker etico’”, afferma il consulente. “Sono specialista in sicurezza cibernetica, principalmente di offensive security, nella fattispecie di irruzioni nei sistemi informatici. Oliver voleva essere sicuro dell’autenticità delle scene di hacking. Era attento ai dettagli, e voleva azioni reali nel film. Ad esempio, oggi i dati si possono memorizzare su piccole carte di credito, non solo in flash drive, e questo lo abbiamo mostrato, così come il logo, e le bevande energetiche che usavamo durante le nottate”.

Follis vanta di un’esperienza nel campo della DEA che lo ha portato dal sud est asiatico al sud America, e dal Middle East a Los Angeles dove è stato agente speciale responsabile delle operazioni di brokeraggio delle wire room, delle operazioni delle gang criminali, e lotta alle figure del cartello. Egli spiega: “Sono stato essenzialmente come Dennis, senza però essere corrotto”.

Follis ha lavorato a stretto contatto con Stone e Travolta per rendere il più credibile possibile l’ambiguo agente della DEA. L’ex agente speciale racconta quell’esperienza:”Ho incontrato il Signor Travolta a Dallas per quattro sere. Innanzi tutto è stato un vero gentiluomo. Secondo poi ha assimilato ogni singolo elemento: da come ci si deve muovere, a come tenere sotto controllo una stanza con il solo linguaggio del corpo. Voleva sapere tutto. Mi ha fatto tutte le domande opportune per poter entrare nell’universo di Dennis. E’ un mondo sleale ed oscuro, e si è immedesimato nella giusta maniera“.

“Gli ho fatto il terzo grado”, aggiunge Travolta. “Eddie è una versione di Dennis. Volevo sapere come fosse conoscere qualcuno a fondo che poi tradirai entro pochi mesi o anni. Mi ha risposto che è stata dura perché solitamente finiva per affezionarsi alle persone che conosceva, ignare dell’imminente tradimento. E’ un mondo severo. Quel che mi ha affascinato è stato sapere come, al di fuori della recita fosse possibile ingannare tutti. Nel momento in cui si viene scoperti bisogna scappare lontano, perché è in gioco la tua vita. Il governo è in pericolo. Tutto è in gioco”.

Follis è inoltre riuscito ad elaborare un dettagliato album segnaletico cosicché gli attori durante le loro conversazioni potessero fare riferimento ad autentici ex membri del cartello. Taylor-Johnson, il cui personaggio è diventato il più versatile in tutti gli ambiti dell’industria della marijuana, dal lato umano ed altruistico al brutale e violento, ha avuto una formazione rivelatrice. L’attore inglese ha sostenuto un corso intensivo riguardo la cultura e la politica dell’industria americana della marijuana.

“Siamo stati supportati sul set da un grande team nella pre-produzione”; spiega Taylor-Johnson. “Siamo stati accanto ad Eddie fin dall’inizio, che ci ha presentato dei membri del cartello e della mafia Colombiana. Ascoltare le loro storie è stata un’esperienza unica ed al contempo terrificante. Oliver ha fortemente voluto che noi fossimo informati il più possibile per rendere la nostra performance naturale e veritiera, conoscevamo a fondo l’argomento”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Non Possiamo Girare Lì”:

Design e Location

 

“Tutto è iniziato lì in paradiso, a Laguna Beach, dove si dice che Dio si sia fermato il settimo giorno, ma l’ottavo l’hanno portato via”    

-O

‘Le Belve’ inizia in un posto idilliaco della California, ma andando avanti quel posto da sogno si trasforma in incubo. “Oliver si entusiasmava di fronte ad ogni idea selvaggia”, afferma lo scenografo Tomàs Voth. “Proprio perché è Savages, si ha una visione leggermente diversa dalla realtà. All’inizio abbiamo convenuto che c’è uno sfondo di ipocrisia: chi può definire qualcuno una belva, e chi può affermare che qualcuno può diventarlo. Inoltre, esiste un complesso intreccio di Americani e Messicani in California. C’è un confine, ma ormai sono talmente amalgamati che quasi non si nota. Questa idea la volevamo rappresentare con immagini dai colori forti e vivaci, non volevamo film monocromatico. Il che ha alimentato il mio lato selvaggio come mai”.

La peripatetica produzione è iniziata in una casa sulla spiaggia di Malibu, ma poi si è spostata a Pyramid Dam, sulle montagne a nord di Los Angeles, a Dana Point e Laguna Beach, al sud nella periferia di San Fernando Valley e Pacific Palisades, fino al centro di L.A. Voth ha dovuto rapidamente riprodurre ogni luogo in vari set per Le Belve.

“Ho costruito molte scenografie, anche se non mi sembravano adatte per questo genere di film”; dice. “Le località sono parte integrante del design.Oliver ed io siamo rimasti colpiti dai posti quando li abbiamo visti. Avrebbe avuto un impatto diverso di fronte alla riproduzione della casa o del paesaggio. La distribuzione degli spazi influenza la dinamica delle scene”.

Kopeloff aggiunge: “Se proprio dobbiamo costruire, almeno facciamolo nei luoghi reali. Abbiamo trascorso l’intera giornata su un palco perché volevamo accorpare quattro locations differenti. Era l’unico modo. Ma il 95% dei set erano location reali, il più possibile attinenti allo script. Perciò se si guarda fuori dalla finestra, si vedeva realmente l’oceano ed il sole al tramonto. Gli ambienti sono riprodotti, ma quando giri, ed al contempo passano degli uccelli in volo sullo sfondo, la scena è reale ed aiuta gli attori”.

Mentre la compagnia aveva previsto una settimana di riprese a Laguna Beach e Dana Point, la produzione è stata influenzata dal tempo e dagli eventi: “Il nostro progetto era quello di girare un terzo del film ad Orange County, e due terzi a L.A”, afferma il produttore. “Avevamo bisogno di girare il film in primavera ed estate in base al clima ed alla luce che necessitavamo. Siamo stati rallentati da molti blocchi stradali, nei luoghi dove non erano molto entusiasti che girassimo un film di tali contenuti. Alla fine abbiamo logicamente pensato che Laguna Beach fa i soldi in estate con il turismo, perciò le nostre immagini potevano essere effettuate dopo il Labour Day. Così dopo una settimana siamo tornati con gli attori per le riprese sulla spiaggia, proprio dopo il Labour Day”.

 

Giochi da ricchi

La produzione ha iniziato le riprese a Malibu, per rappresentare Laguna beach.  Il produttore Borman spiega la logica: “Ad Oliver piace seguire il più possibile un ordine cronologico affinché gli attori possano crescere.  È un buon metodo, potendolo logisticamente seguirlo”.

Per circa due settimane, il cast e la troupe si è trasferita in una casa di 3.500 metri quadrati di proprietà di un ex giocatore di baseball, che vanta una vista mozzafiato sul Pacifico. La location è diventata la casa di O, Ben e Chon ricca di soffitti a volte, porte a vetro scorrevoli ed una zona pranzo all’aperto con una buca per il fuoco ed una spa.  Voth gli ha dato un aspetto Zen/rock ‘ n’ roll con arazzi indiani colorati, piccoli santuari dedicati a varie divinità Indù e vari dipinti.  Naturalmente, ha aggiunto l’armamentario necessario ad un coltivatore e fumatore d’erba.

Voth doveva inoltre ricreare una versione del Messico in California, in particolare la villa di Elena.  Uno dei suoi molti domicili, questa residenza doveva riflettere il suo potere, la ricchezza e l’isolamento.  La produzione ha trovato una straordinaria proprietà chiamata Hummingbird Nest Ranch sulla montagna di Santa Susana.  Con la sua architettura in stile spagnolo e le decorazioni, sembra proprio una grande hacienda messicana — piena di stalle, fontane, una piscina, un’immensa  facciata ed un’enorme camera da letto regale.  Il Ranch Hummingbird Nest può ospitare fino a 5.000 persone, anche se vi risiedevano solo Elena e la sicurezza.  In effetti era una prigione dorata.

Nonostante la ricchezza ed il potere, Elena era molto sola, ed è ciò che il team voleva sottolineare con i grandi spazi vuoti della sua villa.  “Il suo essere ‘Regina del Cartello’, la sua sopravvivenza, la perseveranza e la riuscita sono lo specchio della sua grande ambizione” dice Voth.  “Abbiamo voluto una casa del genere per dimostrare che, tutto quello che ha è frutto di ciò a cui ha dovuto rinunciare per conseguirlo.  Così abbiamo progettato la villa come la sua personalità. Volevo fosse elegante e massiccia ed inoltre spiegare che, pur avendo il massimo si può essere completamente da soli.  Fortunatamente, abbiamo trovato questo posto fantastico a Simi Valley che assomiglia a Tijuana, ed era tutto ciò di cui avevamo bisogno”.

I design di Voth hanno aiutato la Hayek a capire il suo personaggio molto tempo prima che si accendessero le telecamere, anche se inizialmente hanno lasciato perplesso il marito dell’attrice.  La Hayek ricorda: “Tomás gentilmente mi ha fatto delle grandi planimetrie di ogni singola proprietà di Elena, che ho tenuto nella mia camera da letto, per poter meglio capire il personaggio.  Mio marito appena le ha viste ha detto: ‘Aspetta, stiamo comprando un’altra casa?’ Ho detto, ‘ No, non ti preoccupare, è già mia’ “.

 

Un Insolito Vivaio

            Durante la loro ricerca della sede del business di Ben e di Chon, Stone e Voth hanno visitato parecchie piantagioni nei pressi di Los Angeles  “Erano dappertutto: dalla Valley al centro”, dice il designer “ma sono fondamentalmente piante scaldate da lampade artificiali.  Se non avessi saputo che si trattava di marijuana, non le avrei quasi notate.  Ho cominciato a chiedermi in che modo avremmo potuto riprodurre una piantagione cinematografica.  Sono perciò tornato all’idea che avevo avuto all‘inizio: di sfruttare una normale villa con piscina.  Così, a Pacific Palisades, abbiamo trovato una bellissima casa degli anni sessanta con un cortile coperto ed una piscina, che era perfetta”.

            Questa residenza è arroccata su una collina tortuosa e stretta delle Palisades, con un cortile che si affaccia sulle Topanga Mountains e l’oceano.  Anche se questa scelta si è rivelata essere impegnativa in termini di allestimenti, veicoli di supporto ed attrezzi, era la sede perfetta per una piantagione di marijuana. Il materiale scenico e le decorazioni necessarie per questa scena erano quelli tipici da esperti coltivatori come Ben e Chon: vasetti di erba, centrifughe, spettometri, ampolle e lampade e, naturalmente il pezzo forte: la piscina coperta, riempita con una prodigiosa quantità di piante finte.

            Riempire la zona con della cannabis fertile ha rappresentato un’altra sfida unica per Voth ed il suo staff.  Non si poteva affittare una provvista di marijuana.  Voth spiega: “Per motivi legali, non potevamo avere neanche un vasetto di erba“. Per mesi, abbiamo preparato delle piante finte pronte per le riprese in grandangolo. Riprodurre le piante con plastica e seta è un lavoro difficile: infatti per le riprese più da vicino, abbiamo utilizzato vari materiali, dopo molti tentativi e sbagli”.  Egli aggiunge con malizia “nessuno dei quali è raccomandabile fumare”.

            L’effetto era così realistico da ingannare anche il cast e la troupe per una frazione di secondo.  Dice il direttore artistico LISA VASCONCELLOS: “E’ stato divertentissimo vedere la gente avvicinarsi al set e dire, ‘Wow, è incredibile.’ Veniva voglia di andarci vicino ed annusarle, pur sapendo che erano false. Questo è il bello di questo film.  Abbiamo visto fin dove potevamo spingerci. Al massimo saremmo potuti tornare indietro, ma se non ci avessimo neanche provato…”.

 

 

Preghiere per La Santa Muerte

            Oltre a rendere conto delle sue azioni al suo capo Elena, Lado risponde anche ad un’altra “signora”, la Santa Muerte – antica dea della morte dei culti occultisti dei Caraibi, a cui si chiede protezione dalla morte e dal fuoco – di cui porta sempre appresso una statuetta.  Il compito di Lado è promuovere l’attività del Cartello di Baja nel Nord America, e consolidare il potere de La Reina, seminando terrore e caos ovunque vada.  La sua copertura è un’azienda di progettazione di esterni.  Ma quando il suo team carica sul suo vecchio camion del legname, una serie di oggetti pericolosi e letali, è evidente che la loro attività va oltre la potatura di qualche palma.  Ha chiamato la sua azienda La Guadaña (“falce” in spagnolo) ed un enorme falce della morte — insieme a motoseghe ed assi — appare dietro la cabina del camion.  Sul cruscotto risalta l’immagine della sua inquietante patrona, La Santa Muerte.

            Il fenomeno della Santa Muerte -bello ed inquietante, è diventato un vero culto della morte in Messico.  Come spiega Voth, è anche una reinterpretazione più oscura della venerazione di una delle più importanti icone religiose in Messico.  Egli dice, “Hanno preso l’immagine della Vergine di Guadalupe e l’hanno sostituita con uno scheletro, ed è a lei che si rivolgono per le grazie e le preghiere.  È un mix di tradizione messicana del Día de los Muertos, cattolicesimo ed occultismo caraibico. I Credenti chiedono protezione dalla morte e dall’inferno, ma anche di avere una vita di prosperità, e che i proiettili possano ‘cogliere nel segno’. Ho pensato che potesse incredibilmente rappresentare Lado ed il suo modo di essere.  Quel camion è diventato la manifestazione della Santa Muerte. E’ pieno di qualunque cosa che abbia una lama. La motosega, invece di metterla all’interno del camion l’ho piazzata in un angolo all’esterno: così è in grado di tagliare una figura.  Volevo dare la sensazione che se ci si trovasse nella traiettoria del camion, è meglio iniziare a pregare, perché è finita”.

            C’è un aspetto del ‘Grand Guignol’ in Lado, e nulla era più teatrale e macabro di in magazzino in centro, come base di tortura per Lado.  Ogni sorta di tormento ed agonia avvenivano nelle viscere di uno sgradevole seminterrato. Lo scagnozzo di Elena è il direttore di questo circo macabro. 

            “Ho dovuto cercare un posto davvero oscuro per creare il set” Voth riflette. “Nello script, si parla solo di un magazzino, ma abbiamo pensato che doveva essere di più: cioè un luogo dove si tortura e si uccide la gente in modo estremamente agghiacciante e brutale.  Ecco perché voluto che fosse una costruzione senza possibilità di fuga.  Sembrava il Colosseo romano: la gente poteva guardare da sopra e dai lati, come il pubblico guardava i cristiani combattere con i leoni.

            Stone ha suggerito l’idea che il magazzino poteva essere una piccola distilleria di tequila clandestina degli uomini di Lado.  Voth spiega: “Lado ed il suo team, più numerosi degli sfortunati prigionieri, erano sempre ubriachi e celebrativi. Questo poteva essere il loro luogo di ritrovo, dove cucinare, guardare la TV e portarci donne — anche se le pareti ed i pavimenti sono pieni di testimonianze di morte. Sembra un posto uscito dall’Inferno dantesco. Dopo tre giorni, due di preparazione ed il primo dell’inizio riprese, sono dovuto andare via. Mi scoppiava la testa”.

 

La Sparatoria Finale 

            Forse la location più impegnativa per il team è stata la Pyramid Dam, la parte occidentale dell’acquedotto della California, a nord nella Contea di Los Angeles.  Le colline scoscese e le valli adiacenti alla diga sono state l’avamposto di tre giorni di riprese di un agguato incendiario tra gli uomini di Ben e Chon ed il Cartello.  La produzione ha dovuto penare per avere il permesso di girare così vicino alla diga, effettuare scene acrobatiche e pirotecniche durante la stagione incendiaria.  Le riprese sono avvenute nel mese di agosto, ed il secondo giorno le temperature sono salite come a metà degli anni ‘ 90. Stone racconta: “Ci sono dei panorami mozzafiato lì, ma abbiamo dovuto lavorare in condizioni avverse.  È stata dura, abbiamo tutti dovuto stringere i denti”.

            Invece di utilizzare molti effetti visivi durante la postproduzione o tagliare le scene, Stone ha utilizzato la configurazione geografia delle strade e delle colline per le riprese della scena cruciale della rapina, in un unico luogo.  Armati di esplosivi ed armi da fuoco potenti, dai lanciarazzi alle bombe a mano, il regista aveva a disposizione tutto il necessario. Ed inoltre, il team di produzione ha trovato questa particolare location in modo accidentale. Arrivati lì per caso, a causa di indicazioni sbagliate, il team ha dovuto convincere i custodi per fare un sopralluogo.  Ma inizialmente non ci hanno dato il permesso di fare delle riprese.  Kopeloff dice di aver infranto una regola cardine del cinema: “non si può portare un regista in una location in cui sono vietate le riprese, sapendo che è il posto che lui sceglierebbe. Oliver non se lo sarebbe tolto dalla testa. Qualsiasi altro posto gli avremmo proposto avrebbe detto ‘No, deve essere come l‘altro’. Per Oliver, non esiste ‘Qui non possiamo girare’, ma “Trova una soluzione”. Così ci siamo rivolti ad un sacco di agenzie governative per avere le opportune concessioni. Il Corpo forestale, i Vigili del fuoco, la Homeland Security, e la California Highway Patrol — sono intervenuti  ed hanno sostenuto le nostre idee.  Abbiamo dovuto iniziare al culmine della stagione degli incendi, e se avessimo procurato un incendio avremmo dovuto ripagare l’inferno“.

            Il caldo intenso, il terreno accidentato ed il numero di scene che necessitavano di riprese in un breve periodo di tempo, si è rivelata un’impresa ardua e faticosa per tutti, tranne per Kitsch.      Kopeloff dice: “Taylor non poteva fare di meglio. Sembrava facesse la passeggiata del sabato mattina.  Era perfettamente a suo agio”.

 

 

Esposizione multipla:

Riprese con Lenti Anamorfiche

 

“Vorrei ricordarti che se dovessi farlo, non ho alcun problema a tagliar loro la gola”.

 — Elena

            Per cattura l’immagine dell’inebriante costa della California, e l’epica battaglia tra il Cartello e Ben, Chon ed O, Stone ed il direttore della fotografia Dan Mindel, hanno girato ‘Le Belve’ in formato wide-screen, utilizzando delle lenti anamorfiche. Inizialmente scettico al ritorno al format, Stone si è rivolto al direttore della fotografia di Star Trek, con cui aveva collaborato per alcuni spot una decina d’anni fa — è tornando poi ad apprezzare l’anamorfico.

            Mentre Stone ha girato tre dei suoi precedenti film in questo formato, tra cui Nato il Quattro Luglio e The Doors, ammette di averlo poi abbandonato per quello che considerava un modo più veloce. “Ma Danny ha insistito descrivendo l’anamorfico comunque un metodo veloce ed a costi contenuti, cosa che ovviamente ha fatto, ed alla velocità che abbiamo richiesto”, elogia Stone.  “Il film appare hot, sexy e non serve un Super 35.  Abbiamo avuto la completa libertà con la macchina da presa, e la lente anamorfica dà molti più dettagli ed ottime risoluzioni, se usata correttamente.  Ha un occhio eccezionale ed è uno dei lavoratori più precisi che conosca. Non si stacca mai dal set..  Così quando il set è ben illuminato, non c’è bisogno di fare molte angolazioni.  È possibile ottenere molte informazioni da una sola angolatura, che è ottimo anche per gli attori, perché si stancano meno.  Non c’è niente di più noioso di una scena ripetuta più volte”.

Mindel crede che l’anamorfico è stato cruciale per il loro lavoro.  Il suo riferimento è sia artistico che pratico.  Il Direttore delle fotografia spiega: “’Le Belve’ essendo stato girato in California, necessitava di riprese ad alta risoluzione dell’ anamorfico. Ho voluto catturare quella sensazione per mostrare agli addetti ai lavori, il valore delle riprese originarie, e quanto possono apportare al film, in termini di finitura di colori e splendidi sfondi.  Il look ed il feel del formato in questo caso ha apportato al film una sensualità ed un mood difficile da cogliere in altri modi”.

Il Direttore della fotografia ha anche contribuito al mood in vari modi specifici. Per esempio, ha impiegato l’uso di una telecamera hand-crank – a manovella.  Egli aggiunge: “La camera hand-crank è uno strumento che mi permette di fornire agli addetti al montaggio alcuni filmati cool ed esoterici da tagliare, che magari richiedono un aspetto più impressionistico.  Nel contesto de ‘Le Belve’, il cervello dei nostri personaggi fumatori dava una visione piuttosto annebbiata, e l’ho voluta trasmettere usando l’effetto del cross-process della pellicola invertita e l’esposizione multipla”.

 

 

Ispirazione improbabile:

Guardaroba e Materiale Scenico

 

“Questo è il Messico.  Questa è Laguna Beach.  I poliziotti indossano pantaloni corti e girano in bicicletta”.

-Ben

Cindy Evans, costumista della produzione, ha lavorato a stretto contatto con Stone e gli attori per dare a ciascun personaggio un look personale a completamento dello stile del film.  Nota Stone: “I costumi di Cindy spiccano davvero. Ha dato un tocco di sexy beach. Ha lavorato in film come Lords of Dogtown,Thirteen – 13 Anni e Laurel Canyon, e ha perfettamente colto la mentalità del sud della California e Laguna”.

Avendo a che fare con molti personaggi e varie storie, era importante stabilire una vera e propria bibbia dei costumi. La Evans afferma: “Nella mia ricerca, ho osservato dettagliatamente  Orange County, in Messico, facendo anche riferimento ai classic movie, ed ho appuntato tutto. Sono stati un importante strumento visivo per la definizione dei personaggi, ed uno strumento che ha agevolato un dialogo visivo con i collaboratori”.  Come Voth, La Evans ha testato i limiti della progettazione.  “Abbiamo cercato di mantenere la naturalezza con un gran senso di realismo,  spingendoci oltre nei colori e negli stili”.

I suoi costumi sono anche frutto di una collaborazione con il regista.  Per esempio, il taciturno Chon, il cui guardaroba è per lo più funzionale, ha una predilezione per le camicie hawaiane, scelta nata appunto dal dialogo della Evans con Stone.  “Dietro la scelta dei costumi di Chon c’erano motivazioni bellicose.  Volevo dargli un look essenziale e comodo”, afferma la costumista.  “Molto si confaceva con l’atteggiamento, la postura ed il fisico di Taylor. Ma doveva sentirsi pronto a combattere in qualsiasi momento.  Oliver voleva mostrarlo con un aspetto più giocoso, che rifletteva i tempi più leggeri e felici passati insieme agli altri due protagonisti.  Così gli abbiamo dato un po’ di colore con le camicie hawaiane”.

Considerando che molti dei vestiti di Chon dovevano essere strutturati, per Ben erano più free-form: abiti larghi, pantaloni militari usati, camicie batik e sciarpe, oggetti provenienti dai molti viaggi alla ricerca della ‘luce’.  La costumista aggiunge: “L’intenzione era di dargli uno stile particolare e mondano, pur mantenendolo attaccato alle sue radici Californiane”.

O è fissata con la moda, anche se con uno stile tutto suo. Per la protagonista la Evans ha scelto uno stile d’effetto con un abito in chiffon viola ed uno slip che ha rappresentato il suo look per gran parte del film.  Quando Lado la rapisce, presto tutto ciò che ha indosso è un’eterea  sottoveste bianca che, come O, diventa vulnerabile e maltrattata. Ispirata ad un dipinto dell’omonima O Shakespeariana,  e l’opera dei Preraffaelliti “Ophelia” di Sir John Everett Millais.

Per la sua parte, La Lively si è affidata all’artista SAGE VAUGHN per farsi disegnare dei tatuaggi con delle tinte naturali. “O è uno spirito libero” dice la Lively.  “Forse è per questo che ama due uomini contemporaneamente, perché in fondo vuole essere libera ed aperta, e non avere una chiusura mentale. Ha avuto una vita privilegiata, ma sa bene cosa è il dolore. E’ quel che mostrano i suoi tatuaggi, perché ha bisogno di un motivo per sorridere ogni giorno.  Sage ha disegnato i tatuaggi per O, e me li ha dipinti addosso.  Poi BILL CORSO ha preso lo stampo, ed ha realizzato i tatuaggi”.

Il suo rapitore Lado, ed il collega Alex sono ‘sartrorialmente’ agli opposti.  Lado, con i suoi stivali da cowboy e la giacca di pelle nera, è in netto contrasto con Alex che invece è elegante, con  abiti su misura e cravatte. La Evans, spiega: “I personaggi di Lado ed Alex sono la rappresentazione della gerarchia e dei privilegi all’interno del mondo di Cartello.  Lado era destinato a lavorare per strada con l’intento di arrivare in alto senza però mai riuscirci.  E a Demián quegli abiti stavano benissimo”.

Il loro capo aveva uno stile glamour che ricorda le attrici degli anni ’40: scollature e spalline, così come un’affinità per la seta, colori audaci e tacchi vertiginosi. Il propmaster KIRK CORWIN riguardo la Hayek afferma: “Portava una fede al dito importante” dice.  “Salma conosce l’alta gioielleria ed io mi occupo degli oggetti di scena, quindi anche io so riconoscere la bigiotteria. In modo molto cortese mi ha fatto notare ”Ci sono dei begli oggetti di bigiotteria… altri meno”.  Così ammetto che mi ha dato una bella lezione”.

Corwin anche inavvertitamente ha ispirato il guardaroba di Dennis.  Egli spiega: “Ho incontrato John subito dopo il suo primo incontro con Cindy.  Stavano pensando ad uno stile più Western per lui: con una cravatta di cuoio e stivali di pelle di serpente.  Gli ho iniziato a parlare degli oggetti da indossare: orologi, anelli, quel genere di cose. Mi ha risposto ‘Ti dispiacerebbe far dare a Cindy un’occhiata al tuo abbigliamento? E le scarpe, che tipo di scarpe hai?  Mi piacciono’.  Così suo guardaroba era molto simile a quello che indossavo sul set.  Io non mi reputo un figurino, ma forse per John ed il suo personaggio, si”.

 

 

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            GLI ATTORI

 

 

TAYLOR KITSCH (Chon) recentemente ha lottato per la salvezza della terra nel film della Universal Pictures Battleship, diretto da Peter Berg al fianco di Liam Neeson, Rihanna e Alexander Skarsgård. Berg ha già diretto Kitsch nella serie televisiva drammatica della NBC sullo sport, acclamata dalla critica Friday Night Lights (basata sullo stesso film di Berg del 2004), in cui interpreta Tim Riggins, un tormentato giocatore di football del liceo locale che fatica a trovare la propria identità mentre lotta contro i suoi demoni personali. Inoltre, Kitsch sarà nuovamente assieme a Berg nel film Lone Survivor, la grintosa storia vera di quattro Navy Seal in missione con l’incarico di catturare o uccidere un famigerato leader dei talebani.

 

Prima di iniziare a lavorare con Berg su Battleship, Kitsch è stato il protagonista del film live action della Disney del 2012 John Carter, una grande avventura action ambientata sul misterioso ed esotico pianeta Barsoom (Marte), uscito nelle sale americane il 9 marzo 2012. Basato sul romanzo di Edgar Rice Burroughs e diretto dal due volte premio Oscar® Andrew Stanton (WALL-E, Alla ricerca di Nemo), nel film Kitsch interpreta John Carter, che viene inspiegabilmente trasportato su Marte dove  si ritrova coinvolto in un conflitto di proporzioni epiche tra gli abitanti del pianeta, che includono Tars Tarkas (Willem Dafoe) e l’affascinante Principessa Dejah Thoris (Lynn Collins).  In un mondo sull’orlo del collasso, Carter scopre che la sopravvivenza di Barsoom e della sua gente dipende da lui. 

 

Nel 2010 Kitsch è stato visto di recente sul grande schermo in The Bang Bang Club di Steven Silver.  Nel ruolo di Kevin Carter, Kitsch ha interpretato uno dei giovani fotoreporter le cui immagini hanno attirato l’attenzione del mondo sulle ultime fasi dell’apartheid in Sudafrica.  Basato su una storia vera, questo avvincente dramma racconta degli stress, delle tensioni e dei dilemmi morali che vive chi lavora in situazioni di conflitto estremo. Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival nel 2010 e il 21 aprile 2011 al Tribeca Film Festival.  E’ uscito nelle sale americane il giorno seguente, il 22 aprile 2011.  Per la sua interpretazione Kitsch nel 2012 a ricevuto una nomination al Genie Award come Migliore Performance di Attore Non Protagonista.

 

Kitsch, cresciuto nella Columbia Britannica, in Canada, ha cominciato la sua carriera nel 2002, quando si è trasferito a New York per studiare recitazione con la famosa Sheila Grey.  E’ approdato l’anno successivo al suo primo film importante in Canada (Vancouver), il cult Snakes on a Plane di David R. Ellis, con Samuel L. Jackson.

I suoi altri crediti cinematografici includono: il teen horror di Renny Harlin The Covenant; la commedia di Betty Thomas Il Mio Ragazzo è un Bastardo; e l’avventura fantascientifica di  Gavin Hood del 2009, X-Men le Origini: Wolverine, nel quale ha interpretato Gambit accanto a Hugh Jackman, Liev Schreiber, Ryan Reynolds e alla sua co-protagonista in John Carter, Lynn Collins.

 

            BLAKE LIVELY (O) è stata nominata al CinemaCon nel 2011 come Breakthrough Performer of the Year. Recentemente ha recitato al fianco di Ryan Reynolds in Lanterna Verde. In precedenza è apparsa nel film diretto ed interpretato da Ben Affleck The Town, con Jon Hamm e Jeremy Renner. Ha inoltre recitato in Hich, con Alec Baldwin, Juliette Lewis e Chloë Grace Moretz.

 

La Lively ha attirato l’attenzione della critica e del pubblico con il suo primo ruolo da protagonista nel successo del 2005 “Quattro Amiche e un Paio di Jeans”, che le ha portato una candidatura ai Teen Choice Award per la Miglior Performance. Nel 2008 ha ripreso il ruolo nel sequel, “Quattro Amiche e un Paio di Jeans 2”.

 

Tra i film della Lively ricordiamo la commedia “Ammesso”, con Justin Long e Jonah Hill; l’indipendente “Elvis & Annabelle”, con cui ha vinto il premio per la Miglior Performance al Newport Film Festival; il film drammatico indipendente “The Private Lives of Pippa Lee”, con  Keanu Reeves, Robin Wright Penn, Julianne Moore e Alan Arkin, per la scrittrice/regista Rebecca Miller.

 

In televisione Lively è conosciuta come protagonista della popolare serie di CW “Gossip Girl”. Nel 2011 è diventata il volto della campagna pubblicitaria della borsa di Chanel Mademoiselle.

 

Nato il 13 giugno 1990 e cresciuto a High Wycombe, (Buckinghamshire), in Inghilterra, AARON TAYLOR-JOHNSON (Ben) ha frequentato la prestigiosa Jackie Palmer Stage School.

Attualmente 22 enne Aaron Taylor-Johnson vanta già una buona esperienza ed un discreto successo.

Dopo aver interpretato il giovane Eisenheim nel film nominato all’OscarÒ e premiato The Illusionistl’Illusionista, ha recitato in  Shanghai Nights -Due Cavalieri a Londra, al fianco di Jackie Chan ed Owen Wilson; con Caroline Goodall e Jasper Harris in Il Re dei Ladri; nel film inglese indipendente Dummy; in La Mia Vita è un Disastro diretto da Gurinder Chadha; e  Gli Ostacoli del Cuore accanto a Carey Mulligan e Pierce Brosnan. E’ apparso inoltre in diverse serie televisive inglesi fra cui Feather Boy, Family Business, Nearly Famous e Talk To Me.

 

Nel 2009, Taylor-Johnson è apparso nel film di Sam Taylor-Wood Nowhere Boy,in cui interpreta John Lennon durante gli anni della sua turbolenta adolescenza. La sua affascinante interpretazione gli ha fatto guadagnare parecchie candidature, tra le quali un London Critics’ Circle Film Award come Giovane Attore Inglese dell’Anno, un British Independent Film Award come Miglior Attore, ed un Empire Award come Best Newcomer, che ha vinto. Screen International lo ha nominato una delle “Stars of Tomorrow” nel 2010.

 

Sempre nel 2010 ha avuto il ruolo principale di Dave Lizewski/ Kick Ass, nel film Kick-Ass, l’adattamento di Matthew Vaughn del fumetto di Mark Millar, al fianco di Nicolas Cage e Christopher Mintz-Plasse. 

 

Taylor-Johnson ha da poco ultimato le riprese del tanto atteso adattamento del celebre romanzo di Leo Tolstoy “Anna Karenina”, diretto da Joe Wright e scritto da Tom Stoppare, nei panni del Conte Vronsky. Nel film, Anna (Keira Knightley) è intrappolata in un matrimonio senza amore e, alla ricerca di una vita migliore, si ritrova in una relazione ancora più complicata.  Il film ha un cast stellare di cui fanno parte Jude Law, Michelle Dockery e Holliday Grainger. L’uscita del film Anna Karenina è prevista per il 7 settembre 2012 nel Regno Unito ed il 16 novembre 2012 negli Stati Uniti.

 

JOHN TRAVOLTA (Dennis) è stato celebrato da due candidature agli OscarÒ, l’ultima per il suo notevole ritratto di un killer in Pulp Fiction di Quentin Tarantino. Ha anche ricevuto delle candidature ai BAFTA e ai Golden Globe per questo acclamato ruolo, ed è stato premiato come Miglior Attore Protagonista dalla Los Angeles Film Critics Association, oltre ad altri riconoscimenti. Travolta ha ottenuto grandi consensi anche nel ruolo del mafioso diventato produttore nella fortunatissima commedia Get Shorty, per cui ha vinto il Golden Globe come Miglior Attore in un musical o una commedia. Nel 1998 Travolta è stato celebrato dalla British Academy of Film and Television Arts con il Britannia Award; e lo stesso anno ha ricevuto il riconoscimento alla carriera da parte del Chicago International Film Festival. Inoltre, ha vinto il prestigioso Alan J. Pakula Award della Broadcast Film Critics Association per la sua interpretazione in A Civil Action, tratto dal fortunato romanzo di Jonathan Harr e diretto da Steve Zaillian. E’ stato nuovamente candidato ad un Golden Globe per la sua interpretazione ne I Colori della Vittoria, regia di Mike Nichols e con la partecipazione di Emma Thompson e Billy Bob Thornton, mentre nel 2008 ha ottenuto la sua quarta nomination ai Golden Globe per il ruolo di Edna Turnblad nel fortunato adattamento per il grande schermo di Hairspray -Grasso è Bello.

 

Sempre per questa interpretazione, la Chicago Film Critics e il Santa Barbara International Film Festival hanno deciso di conferirgli il premio alla carriera.

 

In precedenza, aveva partecipato ad alcuni dei film più importanti della nostra generazione, ottenendo per esempio la sua prima nomination all’OscarÒ ed ai Golden Globe per il ruolo ne La Febbre del Sabato Sera, che ha lanciato il fenomeno della disco negli anni settanta. E’ poi passato a lavorare nella versione cinematografica del musical teatrale Grease – Brillantina e all’acclamata pellicola Urban Cowboy che ha influenzato intere generazioni e culture popolari. Inoltre, è stato impegnato nei thriller di Brian De Palma Carrie,lo Sguardo di Satana, e Blow Out, così come nella fortunata commedia di Amy Heckerling Senti chi Parla,  ed in quella di Nora Ephron Michael. Ha recitato in Phenomenon ed è diventato una star d’azione per il successo di John Woo Broken Arrow.

 

Ha anche partecipato al fortunato Face/Off -Due Facce di un Assassino, al fianco di Nicolas Cage, ed a La figlia del Generale, con Madeleine Stowe. Nel 2005 ha ripreso il ruolo dell’affascinante Chili Palmer nel sequel di Get ShortyBe Cool. Inoltre, ha recitato assieme a Scarlett Johansson nell’acclamata pellicola indipendente Una Canzone per Bobby Long, che è stata presentata al Festival di Venezia, dove sia Travolta che il film hanno ottenuto grandi consensi.

 

Nel febbraio 2011 è stato onorato con il prestigioso Golden Camera Award come Miglior Attore Internazionale a Berlino, Germania dalla rivista settimanale televisiva Hörzu. 

Tra i suoi titoli recenti, ricordiamo la commedia campione d’incassi Svalvolati On The Road, l’action-thriller Squadra 49, la versione cinematografica del popolare fumetto “The Punisher”, la pellicola drammatica Basic diretta da John McTiernan, il thriller
psicologico Unico Testimone; il successo d’azione Swordfish;  la pellicola di fantascienza Battaglia per la TerraUna Saga per l’Anno 3000, tratta dal fortunato romanzo di L. Ron Hubbard, e Lonely Hearts. Travolta ha recitato anche al fianco di Denzel Washington nel remake del regista Tony Scott Pelham 1 2 3 – Ostaggi in Metropolitana, e ha anche fornito la voce del personaggio principale della pellicola di animazione della Disney Bolt – Un Eroe a Quattro Zampe.

 

Nel 2009 ha lavorato nel film della Walt Disney Pictures Daddy Sitter al fianco di Robin Williams, Kelly Preston ed Ella Bleu Travolta, seguito nel 2010 dall’action-thriller From Paris With Love, con Jonathan Rhys Meyers. 

Travolta ha recentemente ultimato le riprese dell’action movie Killing Season in Georgia, al fianco di Robert De Niro, per la regia di Mark Steven Johnson.

 

Oltre ai riconoscimenti cinematografici, ha ottenuto due prestigiosi premi dall’aviazione: nel 2003 l’ American Institute of Aeronautics and Astronautics Foundation Award al merito per il suo impegno a sostegno della promozione dei voli commerciali, e nel 2007 ha ricevuto l’ Ambassador of Aviation Award al Living Legends of Aviation Awards.

Attualmente detiene 11 licenze per i jet: Boeing 747, Boeing 707, Gulfstream II, Learjet 24, Hawker 1251A, Eclipse jet, Vampire jet, Canadair CL-141 jet, Soko jet, Citation I SP e Challenger.

L’aeromobile Boeing 707 è dipinto in livrea originale Qantas V-Jet e porta il nome di Jett Clipper Ella in onore dei suoi figli.  Travolta è Ambasciatore Straordinario della Qantas Airways Global Goodwill ed ha pilotato l’originale Qantas 707 durante il tour mondiale Spirit of Friendship nei mesi di luglio/agosto 2002.

 

E’ inoltre Ambasciatore per i marchi Learjet, Challenger e Global e per il business aereo della fabbrica leader mondiale, Bombardier.  Ed ancora, è testimonial per la Breitling watch company, per la quale pubblicizza orologi di lusso dell’aviazione come pilota professionista, in tutto il mondo.

Travolta ha utilizzato la sua passione anche a fini umanitari nel 2005 ha pilotato il Boeing 707 a New Orleans dopo il disastro dell’ uragano Katrina ed ha portato cibo e medicinali e, nel 2010, con il Boeing 707 è andato ad Haiti dopo il terremoto portando rifornimenti, medici e volontari.

 

BENICIO DEL TORO (Lado). Nato a Santurce, San Juan, Puerto Rico e cresciuto in Pennsylvania. Ha iniziato ad appassionarsi alla recitazione mentre frequentava la University of California a San Diego, e successivamente ha studiato presso lo Stella Adler Conservatory sotto la guida di Arthur Mendoza.

 

Del Toro ha esordito sul grande schermo in Agente 007 – Vendetta Privata di John Glen, accanto ad un James Bond interpretato da Timothy Dalton, e da allora ha sempre ricevuto il plauso della critica per ogni sua interpretazione. Ha ricevuto consecutivamente due Independent Spirit Awards come Miglior Attore Non Protagonista per le sue performance nei panni di Fred Fenster in I Soliti Sospetti di Bryan Singer, e nel ruolo di Benny Dalmau in Basquiat di Julian Schnabel.

 

Oltre ad aver vinto un Oscar® come Miglior Attore non Protagonista per Traffic di Steven

Soderbergh, la sua interpretazione in questo film le è anche valsa uno Screen Actors Guild Award, l’Orso d’Argento al Festival Cinematografico di Berlino come Miglior Attore, un Golden Globe,  ed un BAFTA. Il suo lavoro nel film di Alejandro Gonzáles Iñárritu 21 Grammi – Il Peso dell’Anima è valso a  Del Toro una nomination agli OscarÒ, ed il Premio del Pubblico come Migliore Attore al Festival di Venezia. Del Toro di recente ha lavorato di nuovo con Soderbergh per interpretare il ruolo del protagonista in Che: l’Argentino e Che : Guerriglia, una biografia di Ernesto “Che” Guevara, per la quale Del Toro ha vinto il premio per Miglior Attore al Festival di Cannes, ed ai Premi Goya in Spagna.

           

L’attore ha debuttato come regista con il corto El Yuma con Josh Hutcherson nei panni di un giovane turista americano in viaggio per la prima volta a L’Avana. Il film, ha debuttato al Festival di Cannes di quest’ anno come parte del lungometraggio 7 Giorni a l’Avana – film composto da sette cortometraggi.

 

Altri crediti dell’artista includono: l’adattamento cinematografico della graphic novel di Frank Miller ‘Sin City’, diretto da Robert Rodriquez; Fearless – Senza Paura di Peter Weir; Il Prezzo di Hollywood di George Huang; The Funeral di Abel Ferrara; Snatch – Lo Strappo di Guy Ritchie; Lupo Solitario e La Promessa di Sean Penn; Le Vie della Violenza di Christopher McQuarrie; The Hunted – La Preda di William Friedkin; il ruolo del Dr. Gonzo in Paura e Delirio a Las Vegas di Terry Gilliam e Wolfman al fianco di Sir Anthony Hopkins ed Emily Blunt.

 

L’attrice nominata agli Oscar® SALMA HAYEK (Elena) ha dato prova di essere un’attrice prolifica, regista e produttrice, sia in televisione che al cinema. Ha ottenuto una nomination agli Oscar ®, ai Golden Globe, ai SAG ed ai BAFTA come Miglior Attrice per il suo ruolo da protagonista nel film di Julie Taymor, Frida.

La Hayek sarà prossimamente nel film Here Comes the Boom, al fianco di Kevin James, la cui uscita è prevista il 12 Ottobre 2012.

 

Per la televisione recentemente è stata guest-star nello show della NBC, acclamato dalla critica 30 Rock; ha vinto un Emmy per il suo debutto da regista, con The Maldonado Miracle, che ha anche prodotto. Il film, con Peter Fonda, Mare Winningham e Ruben Blades, è stato presentato al Sundance Film Festival del 2003, ed in seguito mandato in onda dalla Showtime.  I suoi ultimi progetti da regista sono stati i video musicali per il singolo di Prince e di Jada Pinkett Smith.

Altri crediti dell’attrice includono: il film spagnolo La Chispa de la Vida del regista Álex de la Iglesia; Americano di Mathieu Demy; il film nominato agli OscarÒIl Gatto con gli Stivali con di Antonio Banderas; Un Weekend Da Bamboccioni, della Columbia Pictures, accanto ad Adam Sandler, Kevin James e Chris Rock; Aiuto Vampiro di Paul Weitz distibuito dalla Universal Pictures; Lonely Hearts di Todd Robinson, con John Travolta e James Gandolfini; Chiedi Alla Polvere, di Robert Towne con Colin Farrell ed Idina Menzel; Bandidas di Luc Besson, con Penelope Cruz; After the Sunset di Brett Ratner; C’Era Una Volta In Messico di Robert Rodriguez; Hotel e Timecode di Mike Figgis; Dogma di Kevin Smith; Dal Tramonto All’Alba, diretto da Robert Rodriquez e scritto da Quentin Tarantino; e Desperado di Robert Rodriguez.

 

  Dal 2006, La Hayek e il suo socio nella produzione José Tamez, acquistano, producono e sviluppano progetti dalle tematiche latine o con attori latini, sia davanti che dietro le telecamere, per studios ABC. Recentemente è stata produttrice esecutiva nel multi-premiato programma della ABC Ugly Betty, con America Ferrera, basato sulla serie di successo colombiana Yo soy Betty, la Fea”.  

 

Nel 2001, è apparsa e ha co-prodotto con la Showtime In the Time of the Butterflies, per cui è stata nominata ad un Broadcast Film Critics Association Award.  Altro prodotto dalla Ventanarosa Productions della Hayek è stato il film messicano No One Writes to the Colonel, diretto da Arturo Ripstein, e basato sul romanzo di Gabriel Garcia Marquez. Il film è stato scelto per la selezione ufficiale del Festival di Cannes del 1999. 

 

Nata e cresciuta a Coatzacoalcos, Messico, Hayek ha studiato relazioni internazionali in un college messicano. Altri suoi credits messicani includono Midaq Alle”, basato sul romanzo del Premio Nobel, Naguib Mafouz. 

 

 Famosa per le sue doti di attrice, La Hayek dedica anche molto del suo tempo all’attivismo

sociale. E’ portavoce mondiale della partnership Pampers/UNICEF, che si batte per fermare la diffusione del tetano materno e neonatale. È anche portavoce della Avon Foundation per il programma Speak Out Against Domestic Violence, che si concentra sull’educazione, sensibilizzazione e prevenzione riguardo le violenze domestiche, oltre a fornire supporto alle vittime.  Nel 2005, ha parlato al Senato degli Stati Uniti, incoraggiando i membri ad estendere la legge sulla violenza contro le donne. Nel gennaio 2006, la legge è stata approvata, assicurando $3.9 miliardi in favore delle vittime di migliaia di abusi tra le mura domestiche degli Stati Uniti.

 

Nell’aprile 2005, la Hayek ha visitato il Circolo Polare Artico nel corso delle celebrazioni dell’Earth Day, nel tentativo di portare l’attenzione sui problemi che il riscaldamento globale sta portando nella vita degli Inuit e di tutte le persone del mondo. Nel novembre 2005, è stata co-conduttrice, insieme a Julianne Moore, del concerto ad Oslo in onore del Nobel per la Pace Mohamed el-Baradei, e dell’Agenzia delle Nazioni Unite International Atomic Energy. È inoltre membro della campagna ONE, creata dal cantante ed attivista Bono, così come è membro del Global Green and Youth Aids.

 

DEMIÁN BICHIR (Alex) è uno degli attori più conosciuti e stimati del suo paese d’origine, il Messico e di tutta l’America Latina. Ha recentemente ricevuto una nomination agli OscarÒ, ai SAG ed al Film Independent Spirit Award per il suo feroce ritratto di un giardiniere messicano emigrato che tenta di tenere il figlio adolescente lontano dalla malavita, nel film A Better Life di Chris Weitz.

 

Prima di A Better Life, Bichir era noto al pubblico televisivo americano per la sua interpretazione di Esteban Reyes, al fianco di Mary-Louise Parker, nella fortunata serie televisiva Weeds.  Inoltre ha interpretato un giovane Fidel Castro in Che: l’Argentino e Che : Guerriglia di Steven Soderbergh, con Benicio Del Toro.  Attualmente è impegnato nella produzione del film Machete Kills, per la regia di Robert Rodriguez.  Ha inoltre recitato nel film indipendente on-demand The Runway, per la Tribeca Films.

 

In Messico Bichir è vincitore del Premio Ariel d’Argento come Miglior Attore, conferitogli dall’Accademia Messicana di Cinematografia, ed ha ricevuto numerose altre nomination e prestigiosi riconoscimenti tra cui un Medaglia d’Onore al Merito nelle Belle Arti, dall’ Assemblea Legislativa di Città del Messico.

 

Bichir proviene ha un grande background teatrale, cresciuto in una famiglia con molta esperienza nel teatro. E’ figlio infatti del famoso regista teatrale Alejandro Bichir e dell’acclamata attrice Maricrúz Nájera.  I suoi fratelli Odiseo e Bruno, sono tra degli attori più talentuosi della loro generazione.  Nel corso della sua carriera Bichir ha accumulato un curriculum impressionante di crediti teatrali in Messico, e nel 2008 ha si è fatto notare dal pubblico statunitense per la sua interpretazione nella commedia The Waters of Babylon, che ha debuttato al Geffen Playhouse di Los Angeles.

 

I suoi film sono stati seguiti da milioni di persone in tutta l’America Latina. Le sue interpretazioni infatti includono film come Red Dawn (vincitore del Premio Speciale della Giuria al San Sebastián International Film Festival); Perdita Durango di Álex de la Iglesia, con Javier Bardem; ‘Til Death (per il quale ha vinto l’Ariel d’Argento come Miglior Attore Protagonista); Nessuna Notizia da Dio con Victoria Abril e Penélope Cruz; Sexo, Pudor y Lagrimas (per il quale è stato nominato per un Ariel d’Argento come Miglior Attore); American Visa (nomination Miglior Film Straniero in lingua spagnola ai Premi Goya, in Spagna); Fuera del Cielo; Enemigos íntimos; e Hidalgo: La Historia Jamás Contada (nominato all’Ariel Award e vincitore come Miglior Attore al Festival internazionale Huelva, in Spagna). Agli esordi della sua carriera ha recitato al fianco di Salma Hayek nello Showtime In the Time of the Butterflies.

 

Nella sua terra d’origine, il Messico, Bichir ha recitato in commedie come: Sogno di una Notte di Mezza Estate e Riccardo III di William Shakespeare; La Sonata degli Spettri di August Strindberg; Equus di Peter Shaffer; Ah, Wilderness! di Eugene O’Neill; Broadway Bound e La Strana Coppia di Neil Simon; Il PiccoloMalcolm e la sua Lotta Contro gli Eunuchi di David Halliwell; ed Extra’s di Sabina Berman. 

 

Ha recentemente terminato di recitare come protagonista nell’adattamento al teatro messicano del film Il Prezzo di Hollywood, a Città del Messico.

Bichir risiede a Los Angeles e Città del Messico.

 

La bella SANDRA ECHEVERRÍA (Magda) è un’attrice di talento, cantante e cantautrice di Città del Messico.  L’attrice è considerata una star in Messico, America Latina, sud-est asiatico ed Europa Orientale grazie alle sue performance nelle famose telenovelas El Clon e Marina —trasmesso in più di 120 Paesi.   Recentemente è apparsa su Univision Network come protagonista femminile della telenovela La Fuerza del Destino.  La Televisa ha superato tutti i record d’ascolto in Messico, ma anche di tutto il mondo, del genere. 

 

Il suo primo singolo tratto dall’omonimo album “Sandra Echeverría”, è la sigla de La fuerza del destino, duettato con Marc Anthony, in onda sulle radio statunitensi e dell’ America Latina.

 

La Echeverría recentemente ha avuto un ruolo cameo nella commedia di Will Ferrell Casa de mi Padre, in cui interpreta sua madre, nelle scene di flashback.  Ha anche recitato in free Style, con la star di High School Musical Corbin Bleu, e in Double Dagger, The Oakley Seven e De Dìa y De Noche.

 

Sandra Echeverría recentemente ha un contratto come ambasciatrice del marchio Neutrogena. Il suo primo spot dovrebbe uscire nell’estate del 2012. 

Attualmente sta girando la telenovela Relaciones Peligrosas a Miami, per la rete di Telemundo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I REALIZZATORI

 

 

OLIVER STONE(Regia di/Scritto da)

 

FILMOGRAFIA DI OLIVER STONE

 

Oliver Stone torna quest’anno con Le Belve: un thriller drammatico, sexy e grintoso basato sul romanzo di Don Winslow. Famoso per essere un regista senza paura di approfondire temi controversi politici e sociali, figure storiche e racconti immaginari.  Non c’è dubbio che la maggior parte della filmografia di Stone tocca argomenti che sfidano l’opinione del pubblico, indipendentemente dal fatto che siano d’accordo o meno.   Sia se l’argomento trattato è frutto dell’opinione pubblica o ad essa sconosciuto, la produzione cinematografica di Stone stimola la nostra coscienza in modo controverso, non convenzionale e pertinente.

 

Tre volte vincitore di OscarÒ, Stone è stato premiato per la prima volta proprio agli Academy Awards nel 1978 come Migliore Sceneggiatura per  Fuga di Mezzanotte.

Successivamente nel 1986 ed nel 1989 ha continuato a collezionare OscarÒ come Miglior Regista per Platoon e Nato il Quattro Luglio.  Oltre a dirigere e scrivere, ha anche prodotto film tra i quali: Il Mistero Von Bulow;Il Circolo della Fortuna e della Felicità e Larry Flynt- Oltre lo Scandalo.  Il grande successo dei film di Stone è anche dovuto al coinvolgimento di un forte cast d’ensemble (i film da lui diretti sono stati nominati 31 volte agli OscarÒ, comprese otto per la recitazione, sei per le sceneggiature e tre per la regia), e l’utilizzo di telecamere con differenti angolazioni/stili/formati (Oliver si è laureato alla Scuola di Cinema della New York University dopo aver avuto Martin Scorsese come mentore).

 

Di seguito, c’è un elenco dei film di Stone suddiviso in tre sezioni: socio/politico, storico/biografico e romanzesco. Per ognuno è inclusa una breve sinossi, nonché l’impatto e le reazioni ai suoi film nel corso degli anni.  Indipendentemente dalle critiche, è importante ricordare che la filmografia di Oliver Stone è sempre stata e continua ad essere stimolante, dando vita a discussioni e confronti.  Ha affrontato temi che vanno dalla guerra del Vietnam (ad esempio Platoon, Tra Cielo e Terra, e Nato il Quattro Luglio), dalle ciniche dinamiche della Borsa degli anni ‘ 80 alla crisi finanziaria del 2008 (Wall Street,e Wall Street:Il Denaro Non Dorme Mai); alle figure storiche (Alexander, Nixon, JFK e W.); ed inoltre descrive l’impero della cocaina con un classico della cultura pop Scarface.  Stone torna nuovamente ad occuparsi della droga, ma questa volta concentrandosi sul ruolo dei Cartelli Messicani in Le Belve.

 

 

CONTESTO SOCIO/POLITICO

 

2010   Wall Street:Il Denaro Non Dorme Mai (Produttore non accreditato/Regista/Attore)

Sebbene il sequel di Wall Street del 1987 abbia ricevuto recensioni di vario genere da parte della critica, polemizzando sulla sua effettiva necessità, il film è incentrato sulla crisi finanziaria del 2008, affrontando la gravità della questione in modo sofisticato e sexy.   

 

“Stone dà il massimo quando ricrea il dietro-le-quinte e le strategie delle riunioni d’affari negli anni recessione finanziaria globale reale, in cui i personaggi si muovono come in una scacchiera”.

Alynda Wheat,  People 2010.

 

 

 

 

  2006 World TradeCenter(Regista)

La critica ha apprezzato la visione imparziale di Stone riguardo un tema così delicato e politicamente teso, ed ha venerato il film per la rappresentazione del coraggio e dello spirito nazionalistico.

L’uscita del film è stata supportata da importanti funzionari di New York tra cui NYPD, FDNY, l’ex sindaco Rudy Giuliani e l’ex governatore George Pataki.

 

“Il mondo potrebbe non coglierne il senso, ma Oliver Stone, da vero guerriero, celebrando il coraggio e la resistenza è, a suo modo tornato a casa”. – David Denby, The New Yorker 2006

 

“Si è molto discusso sul fatto che il pubblico fosse più o meno ‘pronto’ a vedere un film convenzionale sugli eventi dell’11 settembre… La scelta è vostra: ma sappiate che vi perdereste uno dei migliori film dell’anno”. – Richard Roeper, Chicago Sun Times 2006

 

1996 Larry Flynt- Oltre lo Scandalo (Produttore)

         Il film racconta la vita del famigerato sostenitore della non-censura, Larry Flynt e dei suoi guai giudiziari. La critica è stata favorevole riguardo l’evidenza di una sorta di patriottismo americano in un carattere estremista, a difesa dei diritti del Primo Emendamento. Il film ha ottenuto molte nomination, ed ha ricevuto parecchi premi nazionali ed internazionali.

 

         “Un’incredibile e divertente lezione sulla difesa del Primo Emendamento…Anche se più delicato e più obiettivo rispetto ad opere più polemiche del tempo, il film Larry Flynt- Oltre lo Scandalo possiede un po’ di quell’atteggiamento irriverente, ed anti-establishment tipico delle pellicole degli anni ‘70, ma che ben si colloca in un contesto di conformismo cinematografico tipico invece degli anni ‘ 90.”  -Todd McCarthy, Variety 1996

 

1994 Assassini Nati (Regista/Sceneggiatore)

         La critica ha dato pareri discordanti su questo film, anche se la questione centrale del dibattito si riferiva all’eccessiva quantità di violenza contenuta. Mentre alcuni hanno apprezzato il disprezzo di Stone per la sottigliezza e la moderazione, altri lo hanno  condannato. In definitiva, il film è stato nominato l’ottavo film più controverso di tutti i tempi da Entertainment Weekly, nel 2006.

 

         “Anche se va inteso come una satira sui media, il film in realtà ha ispirato diversi killer, che lo hanno emulato in cerca di 15 minuti di fama, utilizzando per lo più immagini e dialoghi tratti dal film. Più di una dozzina di omicidi negli Stati Uniti e all’estero sono stati collegati alla trauma. La famiglia della una delle vittime ha anche provato a citare in giudizio Stone e la Warner Bros”.  – Entertainment Weekly, Most Controversial Movies Ever list.

 

1993    Tra Cielo e Terra (Produttore/Regista/Sceneggiatore)

L’esperienza personale di Stone in Vietnam lo ha portato a dirigere tre film sull’argomento: Platoon (1986), Nato il Quarto Luglio (1989) e Tra Cielo e Terra (1993). Stone li considera una trilogia, ma mentre i primi due rappresentano il punto di vista maschile attraverso un soldato ed un veterano disabile, questo film mostra il Vietnam attraverso gli occhi di una ragazza vietnamita. Tra Cielo e Terra è ispirata al libro Quando Cielo e Terra Cambiarono Posto, la storia vera di Le Ly Hayslip, una donna vietnamita cresciuta all’ombra della guerra che vive in prima persona, osservando le marce degli oppressori sui campi della sua famiglia. Con il lavoro di Stone ci si interroga sulla strategia americana in Vietnam.

           

1989 Nato il Quattro Luglio (Produttore/Regista/Sceneggiatore)

Il film è un adattamento del Best-Seller autobiografico Nato il Quattro Luglio di Ron Kovic, che descrive la sua esperienza durante la guerra del Vietnam. Il film ha ricevuto delle recensioni eccellenti, e viene accolto come una minuziosa rappresentazione della guerra del Vietnam. La critica ha dato molti consensi alle eccezionali prestazioni di Tom Cruise, ed alla capacità di Stone di aver dato vita alle sfide drammatiche di un veterano del Vietnam.  Il film ha ricevuto otto nomination agli OscarÒ, vincendo il premio per la Miglior Regia ed il Miglior Montaggio. Ha inoltre vinto il Golden Globe come Migliore Sceneggiatura.

 

“Il film Nato il Quattro Luglio di Oliver Stone, è un modo del regista per chiedere scusa al Vietnam, avendo combattuto lì personalmente, ed a Ron Kovic, rimasto paralizzato dal petto in giù nella stessa guerra”. – Roger Ebert, Chicago Sun Times 1989

 

“Nessun altro film sul Vietnam ne ha in modo così spietato evocato gli orrori gratuiti ed  incuranti della terapia dei paraplegici…È il più ambizioso film documentario mai fatto riguardo l’intera esperienza del Vietnam. Più incisivo di Tornando a Casa di Hal Ashby ed Il Cacciatore di Michael Cimino, collega la guerra d’ armi all’estero con la guerra di coscienza a casa”. –Vincent Canby, New York Times 1989.

 

1988 Talk Radio (Regista/Sceneggiatore)

            Diretto da Stone, questo film drammatico del 1988 è tratto dall’omonima opera teatrale di Eric Bogosian e Tad Savinar. Parte del film e dell’opera teatrale sono state ispirate dall’assassinio del conduttore radiofonico Alan Berg nel 1984, pur non basandone la trama.

Attraverso il protagonista, Stone manda un messaggio ironico e provocatorio al pubblico: per essere prudenti e concreti non bisogna mai assalire qualcuno, mai dire ciò che realmente si pensa, ma alla fine “Che cos’è la libertà di parola per coloro che temono di offendere?”.

 

1987 Wall Street (Regista/Sceneggiatore)

Il film può essere descritto come la rappresentazione delle grosse speculazioni finanziare degli anni ’80. Ha ispirato i borsisti di Wall Street, e nel corso degli anni in molti hanno affermato di essere diventati agenti di borsa grazie ai personaggi della pellicola. Michael Douglas ha vinto il premio OscarÒ come Miglior Attore.

 

“Il film Wall Street di Stone è una critica radicale della mentalità capitalista, che ovviamente giunge in un momento in cui la comunità finanziaria è particolarmente vulnerabile…La cosa intrigante di Wall Street - e che ha causato la maggior parte delle discussioni nelle settimane successive – è che il vero bersaglio nel film non sono i criminali di Wall Street che infrangono la legge, ma per Stone è la scala di valori che piazza gli utili, la ricchezza ed il senso degli affari sopra ogni altra cosa. Il suo film è un attacco ad un clima di competitività finanziaria così feroce che l’etica diventa semplicemente irrilevante, e dove le leggi sono come l’arbitro di un incontro di wrestling: parte dello show”. – Roger Ebert, Chicago Sun Times 1987

 

“E così dopo 22 anni, dalla mano cinematografica di Oliver Stone si è avverata la profezia della nostra epoca, di quando il leverage sarebbe arrivato a livelli folli visto che la percezione è diventata realtà, e questi fastidiosi inconvenienti chiamati debito e perdita si sono materializzati. Come film, Wall Street ancora emana un fervore elettrizzante, benché datato…Ma svela anche qualche altra cosa: che i Gordon Gekkos del mondo non si stavano semplicemente arricchendo, ma stavano dando vita ad una realtà secondaria che oggi ci sta crollando addosso”.  – Owen Gleiberman, Entertainment Weekly 2009

 

1986  Platoon (Regista/Sceneggiatore)

Platoon è considerato come uno dei più grandi film che ritraggono la guerra del Vietnam, grazie alla capacità di Stone di ricreare con precisione le esperienze terribili e raccapriccianti del combattimento. La critica ha acclamato e criticato il film per la  troppa violenza ripresa, e la lotta per mantenere alti i valori morali nella realtà della guerriglia. Il film è stato nominato ad otto premi OscarÒ e ne ha vinti quattro, tra cui Miglior Film e Miglior Regista.

 

Platoon è forse il miglior lavoro sulla guerra del Vietnam, dai tempi del libro vigoroso e allucinante di Michael Herr Dispatches. Questo nuovo film vivido, laconico, eccezionalmente pieno d’azione narra l’esperienza sul campo dei combattimenti – che attraverso il racconto di un soldato si tratta di vita vissuta. Platoon è un film sul Vietnam che onora i disagi, le difficoltà ed i tormenti di chi realmente in guerra c’è stato”.– Vincent Canby, New York Times 1986

 

Platoon rimane sempre il film più impressionante riguardo la guerra in Vietnam…Il film di Stone è un documento scritto col sangue, che dopo quasi 20 anni, si rifiuta di seccarsi. Il film si presenta come uno zampillo prima di un’eruzione: ad una scena esplosiva segue una tempesta di fuoco straziante della morte durante il combattimento. Ma al giorno d’oggi, i registi mirano alla prevedibilità dei fatti, in modo fine o grossolano. Platoon è diverso. E’ importante”.  Richard Corliss, Time Magazine 2007

 

1986 Salvador (Produttore/Regista/Sceneggiatore)

            Il film racconta la storia di un giornalista americano in El Salvador che affronta la guerra civile salvadoregna. Qui Stone simpatizza con i rivoluzionari contadini della sinistra, mentre è critico verso gli Stati Uniti. Tuttavia, le critiche favoriscono l’evolversi delle storie dei personaggi, piuttosto che la polemica della politica. Il film ha ricevuto due nomine agli OscarÒ: Miglior Attore Protagonista, e Miglior Sceneggiatura Originale.

1983 Scarface (Sceneggiatore)

            Il film mette in mostra l’impero della cocaina di Miami, ed è un remake del film originale del 1932. Inizialmente la critica ha risposto a Scarface in maniera controversa: la maggior parte ha condannato l’eccessiva violenza di atti e di linguaggio ritratta da Stone. La comunità cubana di Miami è stata unanime nell’opporsi alla rappresentazione nel film dei cubani come criminali e trafficanti di droga. Da allora, il film è diventato un emblema  della cultura pop, ed ha riempito manifesti, abbigliamento, musica e parodie.

 

            “Alla premiere Martin Scorsese a metà film si è avvicinato e mi ha detto ‘Voi ragazzi siete dei grandi! – ma siate pronti, ad Hollywood lo odieranno…Perché parla di loro’. “– Steven Bauer in un’intervista con il Palm Beach Post 2003

 

            “Montana è un personaggio determinante dei film americani moderni, un personaggio che ne ha ispirato tanti altri. Se le affermazioni dell’esperto criminologo Jay Robert Nash sono giuste, ed i gangster americani hanno imparato a parlare ed a comportarsi rifacendosi ai primi film polizieschi di Hollywood, Scarface ha sicuramente influenzato molti modi di fare. Nel nuovo DVD del film c’è anche un documentario di come alcuni artisti hip-hop abbiano preso ispirazione da Scarface. Al film ci si è rifatti talmente tante volte che è difficile capire come potesse essere originale nel 1983, quando gli eroi Latino-americani erano rari, quando la cocaina non era un cliché, e quando le sequenze della sparatoria finale non erano ancora così scontate.”– Roger Ebert, Chicago Sun Times 2003

 

 

 

 

BIOGRAFIE STORICHE

 

2008 W. (Regista)

            Il film è basato sulla vita e la Presidenza di George W. Bush, ed ha ricevuto recensioni discordanti. Mentre Josh Brolin è stato elogiato per la sua performance, Stone fu criticato per la sua insolita decisione di distaccarsi da un atteggiamento controverso e di sinistra. I critici sostengono che il film è stato troppo cauto, ed ha superficialmente coperto gli eventi più controversi della vita privata e della presidenza di Bush.

 

            “Nel datato ma magistrale film biografico Nixon- Gli Intrighi del Potere di Stone del 1995, il regista ha rappresentato il declino del criticato leader nazionale, rivelandone le profonde insicurezze lavorative, andando “dentro” il  molto discusso personaggio di Richard M. Nixon. Il regista Stone, insieme allo sceneggiatore Stanley Weiser (Wall Street), fa lo stesso con il giovane Bush (Josh Brolin) — scavando nel il passato, fa il ritratto di un uomo che è il precursore dell’ animale politico. “– Kelly Vance, East Bay Express

 

            “Il film può essere inopportuno, probabilmente inutile e psicologicamente non probatorio rispetto a qualsiasi altro film di Stone. Ma in definitiva è un documento drammatico, frizzante, e maliziosamente coinvolgente.”– Michael Phillips, Chicago Tribune

 

2004 Alexander (Produttore/Regista/Sceneggiatore)

            Il film basato sulla vita di Alessandro Magno è stato pesantemente criticato per la sua imprecisione storica. E’ stato inoltre fortemente messo sotto esame a causa della raffigurazione dell’orientamento sessuale di Alessandro, quasi portato in querela. I critici hanno condannato il film per la sua prolissità, e per la complessità della trama.. Riconoscendo il potenziale che il film avrebbe potuto avere, si accusa Stone di non aver dato vita ad un prodotto interessante. Gli effetti visivi sono stati l’aspetto più apprezzato del film.

 

            “In Alexander le riprese di alcune battaglie colossali storiche, sono state molto ben fatte, con armi autentiche, carico di cammelli, elefanti allevamento e migliaia di comparse. Il film ricrea vividamente anche gli aneddoti di società estinte da molto tempo, come ad esempio le feste chiassose dell’elite macedone, e la squisita bellezza dell’antica città di Babilonia…Il film non offre una spiegazione coerente di cosa rende Alessandro “grande”, e così l’Alessandro di Stone è molto meno interessante dello storico Alessandro… Bisogna andarlo a vedere per lo spettacolo, poi tornare a casa e rannicchiarsi con una buona biografia di questo affascinante ragazzo.”  – Schultz Cathy, Ph.D., Professore di storia.

 

            “Scomodo ed imperfetto, ma Stone rimane un tornado in un’epoca senza vento, e -per parafrasare il nostro Ptolemy – le sue imperfezioni sono molto meglio del successo di tanti altri film – Ian Nathan, Empire Magazine

 

1996 Evita (Sceneggiatore)

            Il film è stato tratto dal musical “Evita” di Andrew Lloyd Weber, ed ha fatto nascere molte polemiche da parte del popolo argentino che ne hanno tratto un’ immagine da prostituta. Tuttavia, ha ricevuto varie nomination ed ha vinto numerosi premi tra cui: OscarÒ, Golden Globe e BAFTA.

 

1995 Nixon- Gli Intrighi del Potere (Produttore/Regista/Sceneggiatore)

            Il film ha ricevuto pesanti critiche a nome di Richard Nixon, affermandone la diffamazione. Tuttavia, ha ricevuto recensioni contrastanti da parte della critica, e di coloro che apprezzato le capacità di narrazione di Stone al di là dell’ accuratezza storica. Il talento di Stone ha trionfato sulla critica, ed il film è stato nominato a quattro premi OscarÒ, tra cui Miglior Sceneggiatura Originale.

           

            “Oliver Stone crea empatia con il più enigmatico dei leader americani. Uno dei migliori film dell’anno”– Roger Ebert, Chicago Sun Times 1995

 

            “Nixon ti colpisce. Stone ha fatto un film sconvolgente, avvicinandoci quanto mai ad un Presidente che abbiamo amato — troppo velocemente — odiato. “  – Owen Gleiberman, Entertainment Weekly, 1995

 

1991 JFK- Un caso Ancora Aperto (Produttore/Regista/Sceneggiatore)

            Quando JFK – Un caso Ancora Aperto uscì nelle sale, Stone fu criticato per la libertà che ha adottato riferita alla cronologia dei fatti. Se da una parte la critica ne ha riconosciuto le inesattezze storiche, hanno al contempo lodato il film per la produzione coinvolgente ed avvincente. JFK- Un caso Ancora Aperto ha vinto due premi OscarÒ, ed ha ricevuto in totale otto nomination, tra cui Miglior Film. Tuttavia, la polemica che ne è nata, ha costretto il Congresso ad emanare una legge ed a far riaprire il caso, per svelare i segreti dietro l’assassinio del Presidente.

 

            “Che si acquisti o meno, JFK di Oliver Stone è un’ avvincente info-ganda*.” 

-Rita Kempley, Washington Post 1991

 

“I sospetti generati dalla segretezza del governo hanno eroso la fiducia della veridicità delle agenzie federali in generale, danneggiandone la credibilità. Infine, frustrato dalla mancanza di accesso, e disturbato dalle conclusioni del film JFK di Oliver Stone, il Congresso ha approvato il President John F. Kennedy Assassination Records Collection Act del 1992 (JFK Act), la raccolta e l’apertura di tutti i verbali che riguardano la morte del Presidente.”  – Final Report of the Assassination Records Review Board, 1998

 

1991 The Doors (Regista e Sceneggiatore)

            The Doors è un biopic del 1991 dell’omonima rock band degli anni sessanta-settanta, che racconta la vita del cantante Jim Morrison.  Il film ritrae Morrison come icona esasperata del rock and roll degli anni 60, della controcultura, e del libero uso di droghe e del libero amore tipico dello stile hippie. Ma la rappresentazione va oltre l’icona: la sua dipendenza dall’alcool, l’interesse sul piano spirituale dell’uso di droghe allucinogene come gli enteogeni, ed in particolare la sua crescente ossessione verso la morte, sono fili che si intrecciano dentro e fuori il film. La descrizione nel film di Morrison, non si conciliava bene con i giudizi dei suoi amici intimi ed i familiari.  Krieger, Densmore e Kennealy sono stati accreditati come consulenti tecnici per il film; tuttavia, hanno tutti affermato che malgrado i loro consigli, spesso Stone ignorandoli, ha scelto di esprimere la sua versione dei fatti.

 

            “Val Kilmer fa un incredibile, quasi patologicamente perfetta performance nell’eccessivo ma molto divertente biopic di Oliver Stone su Jim Morrison.”

- Jeffrey Anderson, Combustible Celluloid

 

“Grande Jim Morrison, come può diventarlo Val Kilmer, ma l’eccesso allucinogeno di Stone diventa noioso rapidamente.” –Dan Feinberg, Zap2lt.com

 

 

 

NARRATIVA

 

1999 Ogni Maledetta Domenica (Produttore Esecutivo/Regista/Sceneggiatore)

            Ogni Maledetta Domenica è un film drammatico americano del 1999 diretto da Oliver Stone che narra le vicende di una squadra di football americano.  La critica l’ha considerato  spettacolare nelle immagini, ma nel complesso è stata una delusione.

 

            “Poche sorprese e poco da dire in questo film, non si capisce innanzi tutto che interesse ha avuto Oliver Stone nel farlo”. –Joe Lozito, Sound Big Big Picture Big Sound

 

            Stone non si è limitato a descrivere solo il football americano moderno: Ogni Maledetta Domenica parla del lato migliore e del lato peggiore dello sport.”

 –Peter Canavese, Groucho Reviews

 

“Ogni Maledetta Domenica” non delude dal punto di vista della recitazione; con un cast come questo, sarebbe stato impossibile”.

-John R. McEwan, Film Quips Online

 

1997 U Turn- Inversione di Marcia (Regista)

U Turn- Inversione di Marcia è un dramma criminale del 1997 diretto da Oliver Stone, tratto dal libro Cani Randagi di John Ridley. Le star del film sono Sean Penn, Billy Bob Thornton, Jennifer Lopez, Jon Voight, Powers Boothe, Joaquin Phoenix, Claire Danes e Nick Nolte.  Le reazioni del film sono state sia di elogio che di severa critica.

 

“Estremamente diretto, fantasioso, audace ed eccitante, questo raro esperimento di Oliver Stone è carico di trame che si intrecciano, sfacciata amoralità, imbrogli, rapporti incestuosi, intenti sovversivi ed umorismo macabro. La sfrontatezza sofisticata con cui il regista presenta questo racconto diretto e violento, è chiaramente scoraggiante per gli spettatori più sensibili, ma il pubblico più obiettivo dovrebbe notare la rottura con gli schemi tradizionali dei melodrammi assetati di sangue, e fargli fare un’impennata ai botteghini, con buoni risultati di vendite anche a livello internazionale, via cavo / dvd. “

– Todd McCarthy, Variety

 

1982 Conan il Barbaro (Sceneggiatore)

         Secondo Paul Sammon, autore di Conan il Fenomeno, questo film è servito come riferimento per i film fatti di spade e magie, fino all’uscita del film di Peter Jackson Il Signore degli Anelli: la Compagnia dell’Anello nel 2001.

 

1981 The Hand – La Mano (Regista/Sceneggiatore)

         La Mano è un film horror psicologico del 1981 diretto da Oliver Stone, basato sul romanzo di Marc Brandell The Lizard ‘s Tail, ed un remake del film del 1946 Il Mistero delle Cinque Dita.  Michael Caine interpreta Jon Lansdale, un disegnatore di fumetti che perde la mano destra, e che a sua volta inizia a vivere una propria vita omicida. La colonna sonora è di James Horner, uno dei suoi primi progetti. Fin dall’inizio, il lavoro di Stone ha ricevuto recensioni contrastanti da parte della critica.

 

         “La storia che aveva in mente Stone, è interessante — con una vena di misoginia, per non parlare del risentimento di un uomo che vuole solo essere lasciato solo per continuare la sua attività di artista — ma come un film dell’orrore, è decisamente scadente.”

        Ron Gosalves, eFilmCritic.com

 

“La sceneggiatura di Mr Stone è ben scritta, precisa e coerente, ed apparentemente ben realizzata con le performance dello straordinario cast guidato da Mr Caine.”

        Vincent Canby, New York Times

 

1978 Fuga di Mezzanotte (Sceneggiatore)

             Il film è l’adattamento del libro di Bill Hayes, riguardo l’esperienza di un giovane studente americano finito in una prigione turca per spaccio internazionale di hashish dalla Turchia. È stato fortemente attaccato per essersi allontanato dalla trama del libro, e per l’immagine del popolo turco. Tuttavia, Fuga di Mezzanotte è stato nominato a sei premi OscarÒ, tra cui Miglior Film, vincendone due, tra cui Miglior Sceneggiatura Non Originale. Alcuni anni dopo, Stone si è scusato con il popolo turco, per l’immagine che ne è scaturita.

 

             “Scene terribili e brutali durante la prigionia, e grande recitazione di Brad Davis come il ritratto fatto dall’americano Billy Hayes hanno ovviato sulle carenze del racconto sensazionalistico di Alan Parker, ed alle inesattezze fattive di Oliver Stone tesi a restringere gli stereotipi dei turchi.” – Emmanuel Levy, Emmanuellevy.com

 

             “Nonostante il clamore negativo, Fuga di Mezzanotte ha suscitato grandi polemiche per l’immagine brutale dei funzionari del carcere turco, la regia di Alan Parker nata dalla sceneggiatura di Oliver Stone è pura dinamite cinematografica.”

        Cole Smithey, ColeSmithey.co

 

Stone è nato il 15 settembre 1946, a New York. 

Prima della sua brillante carriera cinematografica, Stone ha lavorato come insegnante in Vietnam, ha prestato servizio nella marina mercantile, è stato tassista, fattorino, assistente alla produzione e rappresentante. Ha combattuto in Vietnam dal ‘67 al ’68 nelle file della Fanteria Statunitense.  E’ stato ferito gravemente due volte, quindi decorato con la Stella di Bronzo al Valore.

Al suo ritorno dal Vietnam, Stone ha ultimato gli studi presso la New York University Film School, diplomandosi nel 1971.

 

Dalla scorsa primavera, Stone ha il suo sito ufficiale, www.oliverstone.com, è su Facebook e Twitter @ theoliverstone.

 

 

SHANE SALERNO (Sceneggiatura di / Produttore Esecutivo) è stato coinvolto nella stesura de ‘Le Belve’, fin da quando Don Winslow gli ha inviato le prime 14 pagine del romanzo.

Il suo modo originale di scrivere sceneggiature ha attratto vari registi, tra cui i vincitori di Oscar® Steven Spielberg, James Cameron, Ron Howard, William Friedkin, Oliver Stone ed il pluricandidato agli Oscar® Michael Mann.

 

Attualmente è impegnato come sceneggiatore e produttore esecutivo nel thriller di spionaggio Satori, per la Warner Bros, con Leonardo DiCaprio; e sta collaborando alla scrittura di un film con il regista Michael Mann.  E’ anche co-sceneggiatore del prossimo remake in 3D di Fantastic Voyage per la 20th Century Fox.

                    

Salerno si occupa anche di televisione: è stato scrittore/produttore della serie Hawaii Five-0, nominata ai Golden Globe durante la prima stagione.  Ottiene il suo primo credito per la sceneggiatura all’età di 24 anni, in cui ha collaborato con Jonathan Hensleigh, J.J. Abrams e Tony Gilroy per il film campione d’incassi e famoso in tutto il mondo, Armageddon – Giudizio Finale, diretto da Michael Bay e prodotto da Jerry Bruckheimer.

           

Il 2013 vedrà l’uscita di Salinger, un documentario che ha prodotto e diretto, su J.D. Salinger, l’autore solitario di “The Catcher in the Rye”. Nel film si documentano le interviste con gli amici della cerchia ristretta di Salinger che non hanno mai parlato prima, come pure altre 140 figure, tra cui Gore Vidal, Philip Seymour Hoffman, Tom Wolfe, Edward Norton, John Guare, John Cusack, Martin Sheen, E.L. Doctorow, David Milch, Robert Towne ed i vincitori del premio Pulitzer A. Scott Berg ed Elizabeth Frank.

 

            DON WINSLOW (Sceneggiatura di/ Tratto dal romanzo di) autore acclamato a livello internazionale per i suoi best-seller “Le Belve”, “Il Potere del Cane”, “L’Inverno di Frankie Machine,” “Satori”, “La Lingua del Fuoco”, nonché autore delle collane di Boone Daniels e Neal Carey.  I suoi romanzi, che hanno vinto premi in tutto il mondo, fanno di lui uno degli scrittori di romanzi criminali più preminenti dei nostri giorni.

 

Il romanzo “Le Belve”, pubblicato nel 2010, è stato indicato come uno tra i migliori dieci libri dell’anno da The New York Times, Entertainment Weekly, Los Angeles Times ed altri giornali e riviste di tutto il mondo.  

Il suo primo romanzo, “A Cool Breeze on the Underground,” è stato nominato per un premio Edgar.

 

L’ adattamento del suo ultimo romanzo, “The Kings of Cool: Prequel to Savages” ha già raccolto formidabili recensioni da The New York Times ed altre pubblicazioni.

Nel 2013 è prevista  l’uscita del suo thriller di spionaggio “Satori”, interpretato da Leonardo DiCaprio, per la Warner Bros.

 

Winslow ha recentemente fatto sapere di una sua collaborazione con il famoso scrittore Chuck Hogan (“The Town”) per una sceneggiatura originale, la cui produzione vedrà la presenza del suo fedele collaboratore Shane Salerno.

 

MORITZ BORMAN (Produttore)ha prodotto, anche a livello esecutivo, numerosi film film che vanno da grandi produzioni cinematografiche a piccoli film indipendenti. Tra i suoi crediti più recenti: Terminator Salvation; Alexander,World Trade Center e W. diretti da Oliver Stone; Terminator 3: Le Macchine Ribelli; Basic;Indagini Sporche – Dark Blue;The Quiet American;K-19;Prima o Poi Mi Sposo e  Betty Love.

 

In precedenza Borman è stato presidente e Chief Executive Officer della Intermedia, una delle maggiori società indipendenti di produzione e finanziamento dell’industria cinematografica.

Prima di unirsi alla Intermedia, Borman ha fondato e gestito la Pacifica Film, una società di finanziamento dello spettacolo sostenuta dal fondo di produzione tedesco IMF.  Nel 2000, Borman ha fuso la Pacifica con la Intermedia, lanciandola sul mercato azionario tedesco.

 

Alla fine degli anni ’80, primi anni ‘90 Borman ha prodotto molti film a soggetto fra cui Sotto il Vulcano per il quale ha ricevuto due nomination all’Oscar®; La Nave del Faro con Robert Duvall e Klaus-Maria Brandauer; Homer and Edie con Whoopi Goldberg e James Belushi; e I Sette Minuti che Contano con Brian Dennehy e Klaus-Maria Brandauer, eletto ‘Film dell’Anno’ al London Film Festival.

 

Borman ha iniziato la sua carriera nella produzione televisiva tedesca negli anni ’70 come produttore e regista. Nel 1977 si è trasferito a Los Angeles dove è diventato membro del comitato direttivo dell’American Film Institute e negli anni successivi ha prodotto e diretto numerosi programmi per la televisione europea nonché spot pubblicitari per le agenzie pubblicitarie americane ed europee.

 

ERIC KOPELOFF (Produttore) durante la sua carriera, ha curato la produzione sia di film indipendenti sia di film dal budget milionario delle major cinematografiche, lavorando con numerosi registi e attori, alcuni esordienti, altri già affermati e pluripremiati.

 

Con Le Belve firma la sua terza collaborazione con Oliver Stone, avendo già prodotto in passato Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai, il sequel dell’originale Wall Street del 1987, interpretato dall’attore vincitore dell’OscarÒ Michael Douglas, da Shia LaBeouf, Carey Mulligan e Josh Brolin; nonché il film acclamato dalla critica W., con Josh Brolin nel ruolo del protagonista George W. Bush.

 

Kopeloff ha inoltre prodotto Goats, un rovesciamento ironico dei film sulla maturità, con Vera Farmiga, David Duchovny, Keri Russell, Dakota Johnson e Ty Burrell.  Diretto da Christopher Neil, la sua premier è stata al Sundance Film Festival del 2012.  

Di recente, ha prodotto l’imminente Barry Munday, una commedia sulla vita di un uomo al quale la paternità si presenta come una seconda occasione. Il film è stato scritto e diretto da D’Arienzo, lo sceneggiatore di Rock of Ages.

 

Kopeloff ha anche prodotto Disastro a Hollywood diretto da Barry Levinson, tratto dal romanzo di Art Linson, che ne ha anche curato la sceneggiatura. La commedia segue per alcuni giorni la vita di un produttore hollywoodiano, interpretato da Robert De Niro, e vede anche la partecipazione di Sean Penn, Bruce Willis, Robin Wright Penn, John Turturro, Stanley Tucci e Catherine Keener.

 

È stato produttore esecutivo di Vero come la Finzione, una commedia diretta da Marc Forster su un agente del fisco (Will Ferrell) che inizia a sentire una misteriosa voce narrante che fa la cronaca in diretta della sua vita e che solo lui è in grado di sentire. Nel film recitano anche Maggie Gyllenhaal, Dustin Hoffman, Queen Latifah ed Emma Thompson; è stato scritto da Zach Helm e distribuito dalla Columbia Pictures.

 

Kopeloff aveva già collaborato con Forster nel film per la Twentieth Century Fox  Stay– Nel Labirinto della Mente, un thriller psicologico su un giovane disturbato (yan Gosling) che comunica al suo psichiatra (Ewan McGregor) l’intenzione di suicidarsi di lì a tre giorni. Nel film recitano anche Naomi Watts e Bob Hoskins.

 

Con Forster ha anche prodotto il film dell’esordiente autrice/regista Renée Chabria Il Potere dei Sogni (Sueño) per la Sony Pictures, interpretato da John Leguizamo, Elizabeth Pena e Ana Claudia Talancòn. Il film segue la vicenda di un immigrante messicano che, trasferitosi a Los Angeles, intraprende una relazione romantica con due donne molto diverse.  

 

Il produttore ha consolidato il suo rapporto con Forster nell’acclamato film drammatico Monster’s Ball – L’ombra della Vita, interpretato da Halle Berry, Billy Bob Thornton, Heath Ledger e Peter Boyle. Per il ruolo interpretato in questo film, la Berry ha vinto l’OscarÒ come Migliore Attrice Protagonista, e ha ottenuto vari riconoscimenti da parte della critica e nell’ambito di alcuni festival cinematografici internazionali.

 

Kopeloff è stato produttore esecutivo di Pretty Persuasion, la controversa satira di Marcos Siega, interpretata da Evan Rachel Wood, James Woods, Ron Livingston e Jane Krakowski.

Per la Lionsgate, Kopeloff ha prodotto il controverso film drammatico soprannaturale Godsend, interpretato da Robert De Niro, Greg Kinnear e Rebecca Romijn, per la regia di Nick Hamm. Inoltre, sempre per la Lionsgate, è stato produttore esecutivo di Confidence –La Truffa Perfetta, con Ed Burns, Rachel Weisz, Dustin Hoffman ed Andy Garcia. La collaborazione con la casa cinematografica è iniziata con il film Get Well Soon, interpretato da Vincent Gallo e Courteney Cox.

 

Kopeloff è stato produttore associato di Fashion Crimes (Perfume), con Jeff Goldblum, Rita Wilson, Mariel Hemingway, Paul Sorvino, Peter Gallagher e Micelle Williams. Ha co-prodotto il film indipendente Ropewalk, interpretato da Peter Facinelli e Max Perlich; è stato produttore associato di Home Sweet Hoboken con Ben Gazzara; ed infine, ha prodotto il monologo di Eric Bogosian Wedding Toast, diretto da Bob Balaban per la Showtime.

 

Kopeloff ha iniziato la carriera come assistente di Susan Morse, responsabile del montaggio nei film di Woody Allen Pallottole su Boradway; La Dea dell’Amore;Tutti Dicono I Love You, e  Harry a Pezzi.  

 

FERNANDO SULICHIN (Produttore Esecutivo) si è guadagnato una reputazione di tutto rispetto in ambito internazionale, per essere un produttore dalle collaborazioni con eccellenti registi di fama mondiale e d’avanguardia, e come consulente di governi e corporazioni in vari continenti.

 

I suoi crediti come produttore includono: A Sud del Confine ed Alexander diretti da Oliver Stone; Bully, diretto da Larry Clark; The Killer Inside Me di Michael Winterbottom; Malcolm X e Lei Mi Odia, di Spike Lee; Spun, diretto da Jonas Åkerlund; The Addiction, di Abel Ferrara; e  Love Liza, di Todd Louiso. Attualmente è nella produzione del documentario di Spike Lee Go Brazil Go!; Spring Breakers di Harmony Korine, con James Franco, Selena Gomez e Vanessa Hudgens; e molti altri progetti, tra i quali i prossimi film diretti da Sean Penn e David Lynch.

 

Sulichin ha collaborato con gli attuali Presidenti dell’Argentina, Bolivia, Brasil, Ecuador e Venezuela in merito a delle campagne sulla comunicazione,  e su iniziative di intrattenimento locale, e nel 2009, ha organizzato le interviste di Oliver Stone con i Presidenti dei Paesi sopracitati ed altri sempre latinoamericani, per l’acclamato ma criticato documentario South of The Border.

 

Ha inoltre lavorato a stretto contatto con Nelson Mandela, e ha girato il mondo con Sean Penn, documentando il loro viaggio attraverso i Caraibi facendo conoscenza con i dirigenti regionali della zona, per un articolo pubblicato su The Nation, rivelatosi utile per il sostegno alla Haiti relief organization di Penn J/P HRO.

 

Sulichin in precedenza ha collaborato con Oliver Stone in tre documentari che ritraggono intimamente Fidel Castro — Comandante, America Undercover: Looking for Fidel e Castro in Winter.  Ed inoltre, sempre insieme nella prossima serie per la Showtime The Untold History of US ed il documentario America Undercover: Persona Non Grata, riguardo il conflitto in Medio Oriente.

 

Nel 2004, Sulichin ha fondato la Central Films, una società di produzione con sede a Parigi, con cui ha prodotto Mary, che ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia.  Il film è stato diretto da Abel Ferrara ed interpretato da Juliette Binoche.  Ha anche co-prodotto il plurinominato e vincitore dell’Oscar® Babel, diretto da Alejandro González Iñárritu.

 

Inoltre, durante la sua carriera Sulichin ha prodotto numerosi spot pubblicitari e documentari con registi ed attori come Martin Scorsese, Woody Allen, Tony Scott, Marlon Brando, Leonardo DiCaprio, Chris Cunningham e Sean Connery. 

 

Sulichin è stato giudice in numerosi film festival, tra cui il Festival Internazionale del Cinema di Venezia, in veste di Presidente del comitato di selezione per cortometraggi, il Festival del Film di Gijón in Spagna, ed il Dallas International Film Festival in Texas.

 

Le campagne pubblicitarie in cui è stato coinvolto, sono state per le aziende europee Telecom Italia, Telecom Orange e Citroën.

 

TODD ARNOW (Produttore Esecutivo) ha svolto molti lavori nell’ambito cinematografico durante la sua brillante carriera, cominciata con il film drammatico di Martin Scorsese, vincitore dell’Oscar® Toro Scatenato di cui, il nativo della East Coast, ne è stato assistente di produzione terminati gli studi al college. 

Seguendo il buon auspicio del debutto, Arnow diventa production controller per il gigante dell’intrattenimento Viacom, prima tornare ad essere un freelance come location auditor di pellicole come Fuga d’Inverno, Predator, Lucas,Who’s That Girl, Quei Bravi Ragazzi di Martin Scorsese ed il dramma romantico di Peter Weir, Green CardMatrimonio di Convenienza.

 

In veste di supervisore di produzione freelance per la 20th Century Fox, Arnow ha lavorato su progetti come Scelta d’Amore – La Storia di Hilary e Victor, ed i film pluripremiati e plurinominati Una Donna in Carriera di Mike Nichols, e Big di Penny Marshall. 

 

Come production executive, ha supervisionato il sequel del famosa serie di Chris Columbus Mamma Ho Riperso L’Aereo: Mi Sono Smarrito a New York, Drago D’Acciaio e Pozione d’Amore, un dei primi ruoli da protagonista di Sandra Bullock.

 

  Torna al rango di freelance negli anni novanta, come unit production manager nel thriller di Renny Harlin Blue Profondo.  Altri suoi crediti come UPM/co-produttore includono La Tempesta Perfetta di Wolfgang Petersen, e Poseidon; il successone mondiale della Columbus Harry Potter e la Pietra Filosofale, il primo della serie di film tratti dai famosi libri di J.K. Rowling, di cui è stato anche associate producer; e l’epica avventura di Weir del 2003 Master and Commander- Sfida ai Confini del Mare, che si è aggiudicato 10 nomination agli Oscar®, tra cui Miglior Film.  Come UPM ha inoltre collaborato nel thriller di fantascienza di Jonathan Mostow: Il Mondo dei Replicanti.

 

Arnow ha anche co-prodotto i classici per famiglie G-Force e Underdog, così come Guida galattica per Autostoppisti, e due telefilm — i drammatici Paradise di Frank Pierson, e See Kate Run di Dean Parisot. Prima di Le Belve, Arnow co-prodotto il blockbuster Battleship. 

 

Al di fuori dei ranghi da freelance production, il curriculum di Arnow include un impiego temporaneo in Post-Newsweek New Media, dove ha curato i prodotti al consumatore per Internet e CD-ROM per Newsweek, Washington Post Company e R/Greenberg e R/GA Digital Studios, dove ha diretto le produzioni live action e gli effetti visivi per l’azienda.

 

Arnow ha frequentato il prestigioso programma di preparazione al college della New Jersey Pingry School, prima di ottenere il suo BA dall’Università di Denver. E’ un membro della Directors Guild of America

 

DAN MINDEL, ASC, BSC (Direttore della Fotografia) precedentemente ha lavorato con J.J. Abrams come direttore della fotografia per Star Trek e Mission: Impossible III. E’ nato in Sudafrica e ha studiato in Australia ed in Inghilterra. Ha iniziato la sua carriera come direttore della fotografia girando  spot commerciali, e lavorando con alcuni dei registi di maggior successo fra cui Ridley Scott, Barry Kinsman, Hugh Johnson e Mike Seresin. I suoi lavori per Tony Scott comprendono spot per la Coca Cola, la Pepsi, Miller Brewing e Marlboro.

 

E’ stato direttore della fotografia per Domino di Tony Scott; The Skeleton Key di Iain Softley; Tooth Fairy; Stuck on You e Shanghai Noon, tra i tanti.

 Mindel è stato il direttore dell’unità della West Coast di G.I. Jane e ha curato parte della fotografia di The Bourne Identity e di The Fan di Tony Scott. Nemico Pubblico è il lungometraggio che sigla il suo esordio come unico direttore della fotografia.

 

Mindel di recente è stato direttore della fotografia del film di Kate Hudson, Cutlass.

 

Le Belve segna il debutto nella cinematografia americana di TOMÁS VOTH(Scenografo) come scenografo, già pluripremiato art director.  Il suo primo film come art director è stato il romanzo fantastico Al Dilà dei Sogni.  Ha continuato come art director o supervisore art director in The Haunting, Ali, La Casa sul Lago del Tempo e Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare.

 

Ha lavorato con il regista Rob Marshall ed il production designer John Myhre nel film Memorie di una Geisha, Dreamgirls e Nine.  E’ stato premiato con un Excellence in Production Design Award dall’ Art Directors Guild (ADG) per Al Dilà dei Sogni e Memorie di una Geisha, e ha anche ricevuto una nomination ADG per Dreamgirls e per la serie televisiva Las Vegas. 

Ha guadagnato un premio Emmy per lo speciale della NBC Tony Bennett: An American Classic, per la regia di Marshall e la production design di Myhre.

 

Voth ha curato la scenografia del film spagnolo Negro Buenos Aires, per il quale è stato nominato ai Gaudí.

 

JOE HUTSHING, A.C.E. (Montaggio) ha vinto due volte l’Oscar®, per  Nato il Quattro Luglio e JFK- Un Caso Ancora Aperto di Oliver Stone. Ha vinto inoltre un BAFTA per JFK- Un Caso Ancora Aperto. 

 

Hutshing ha ricevuto una nomination agliOscar® per Jerry Maguire(1996) e Quasi Famosi (2000) di Cameron Crowe. E’ stato inoltre onorato con un riconoscimento da parte dell’associazione degli American Cinema Editors. Ha vinto due volte l’ACE Eddie Award, per JFK- Un Caso Ancora Aperto e Quasi Famosi, ed è stato candidato all’ACE Eddie Award per Nato il Quattro Luglio, e per il film della HBO apprezzato dalla critica Live From Baghdad che gli è valso un Emmy Award.

 

Hutshing di recente ha collaborato con il regista Florian Henckel von Donnersmarck per The Tourist, e torna a lavrare con la regista Nancy Meyers in E’ Complicato, dopo Tutto Può Succedere e  L’amore non va in Vacanza.

 

Ha esordito come assistente al montaggio nella commedia di Martha Coolidge La Ragazza di S. Diego. La sua lunga collaborazione con Oliver Stone è iniziata con Wall Street ed è proseguita con Talk Radio, Nato il 4 Luglio, The Doors, JFK- Un Caso Ancora Aperto, e W.

 

Hutshing ha inoltre curato il montaggio di Proposta Indecente di Adrian Lyne,  French Kiss di Lawrence Kasdan,  Nome in Codice: Broken Arrow di John Woo, Vi presento Joe Black di Martin Brest, Vanilla Sky di Cameron Crowe, The River Wild – Il Fiume della Paura di Curtis Hanson e The Skeleton Key di Iain Softley.

 

E’ stato montatore associato nel film di Spike Jonze  Essere John Malkovic.

Hutshing si è laureato presso la University of Oregon in Belle Arti.

 

            STUART LEVY, ACE(Montaggioha lavorato al montaggio di diversi progetti per il cinema e la televisione. Si  è occupato di due film di Oliver Stone, Wall Street: il Denaro non Dorme Mai e Ogni maledetta domenica.

 

Altri suoi crediti cinematografici sono: Immortals  di Tarsem Singh; The Resident di Antti Jokinen; Hurricane Season di Tim Story; Alla ricerca dell’Isola di Nim di Jennifer Flackett e Mark Levin; Sleepwalking di William Maher e  Red Eye di Wes Craven. Levy è stato candidato ad un Eddy Award per il suo lavoro nel documentario di Brett Morgen Chicago 10.

 

Ha inoltre curato il montaggio di due puntate pilota per la televisione di  Faceless per la FOX, e  The Dennis  per  la  NBC.  Si  è occupato del montaggio dei filmati promozionali di Gummo e Monument Ave; mentre ha lavorato a tre video musicali diretti da Ted Demme, e ha collaborato con Denis Leary al video ‘Love Barge’.     

 

ALEX MARQUEZ(Montaggio) esordisce nella post produzione come apprendista montatore nel film di Oliver Stone Ogni Maledetta Domenica.  Ha iniziato come fattorino, ma nella fase di postproduzione, aiutava Stone a tagliare e montare le scene. Da qui, ha iniziato una collaborazione con il regista, che lo ha voluto come editor nel documentario di lungometraggio Comandante, che ha debuttato al Sundance Film Festival nel 2003 ed è stato venduto alla HBO.  In seguito Marquez ha poi lavorato sul documentario per la HBO di Stone America Undercover: Looking for Fidel, e Alexander, montando l’uscita nelle sale del 2004, nonché le altre diverse versioni del 2005 e 2006.

 

Durante le varie versioni di Alexander, Marquez ha lavorato sul documentario Smith and the Destruction of Atlantis, presentato in anteprima al Tribeca Film Festival 2006, dove è stato votato come Best New York Documentary – Special Jury Mention.

 

 Marquez si è trasferito per sei mesi a Città del Messico per lavorare su El Búfalo de la Noche, scritto e prodotto da Guillermo Arriaga. 

Ha poi curato il montaggio di Bomb It, un documentario sulla street art, e di Otis, un film distribuito dalla Warner Bros.

 

Gli ultimi quattro anni, Marquez ha lavorato con Stone per una serie di documentari di 10 ore, Untold History of the United States, che in onda su Showtime nel 2012. 

Per lo stesso regista ha anche collaborato nella terza parte della trilogia documentaria su Fidel Castro, Castro in Winter.

 

CINDY EVANS (Costumista) si è affermata come costumista del film candidatoall’OscarÒ e diretto da Christopher Nolan Memento e da allora ha collaborato con numerosi registi e attori di grande talento tra  i quali ricordiamo il regista Richard LaGravenese per Freedom Writers e PS I Love You, interpretati da Hilary Swank. La Evans è stata la costumista del film North Country- Storia di Josey, diretto da Niki Caro, per il quale la Theron e Frances McDormand sono state apprezzate dalla critica e candidate agli OscarÒ. La Evans ha realizzato i costumi di Charlize Theron per i film La leggenda di Bagger Vance, di Robert Redford e Sweet November-Dolce Novembre.

 

 Per la regista Catherine Hardwicke la Evans si è occupata dei costumi della sua recente Cappuccetto Rosso Sangue, con Amanda Seyfried, del film drammatico adolescenziale Thirteen-13 anni, e di Lords of Dogtown, il film della Harwicke sulla nascita del fenomeno dello skateboarding.

Il film Laurel Canyon, sigla nuovamente la collaborazione della Evans con la star Frances McDormand e la Hardwicke, all’epoca production designer del film.

 

La Evans ha lavorato, sempre con Charlize Theron, nel film di debutto alla regia di Guillermo Arringa , The Burning Plain- Il Confine della Solitudine,in cui Theron è anche produttore ed attrice al fianco di Kim Basinger.

 

Altri crediti come costumista cinematografica includono il film di David Frankel Io & Marley interpretato da Jennifer Aniston ed Owen Wilson; il thriller a sfondo politico di Doug Liman Fair Game- caccia alla Spia,con Naomi Watts e Sean Penn; la biografia per la HBO di Mick Jackson Temple Grandin- Una Donna Straordinaria,con Claire Danes, vincitrice di un Emmy per la sua interpretazione; il film di fantascienza/horror The Forgotten, con Julianne Moore, e ….E alla Fine Arriva Polly la commedia romantica di successo con Ben Stiller e Jennifer Aniston.

 

Considerato uno dei migliori nel campo della supervisione alle musiche, BUDD CARR (Produttore Esecutivo alle Musiche) è conosciuto per aver collaborato frequentemente con il regista vincitore di OscarÒ, Oliver Stone da Salvador, a  Platoon; JFK; TheDoors; Nato il Quattro Luglio; Assassini Nati; Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai.

 

Ha supervisionato più di 80 film, lavorando per molti rinomati registi oltre a Stone, tra cui James Cameron, Michael Mann, Frank Oz, Terry George, Norman Jewison e Mike Newell.

 

Agli inizi della sua carriera Carr è stato agente musicale per le agenzie nazionali Creative Management Agency, International Film Artists ed International Creative Management, che rappresentano artisti del calibro di Cream, James Taylor, Bob Segar, Carole King, Crosby, Stills, Nash & Young ed Eric Clapton.

Con la sua società di management che ha fondato nel 1980, si è occupato della carriera di Kansas, Captain & Tennille, Heatwave, Asia e Slaughter.

 

E’ stato consulente musicale cinematografico di Peter Guber per la Mandalay Pictures, e per la Sony Pictures e Paramount Pictures; e come supervisore senior di film music per la Windswept Pacific Music, EMI Music Publishing e Overture Films.

 

Carr ha continuato a lavorare come produttore e supervisiore delle musiche di film, spettacoli televisivi e colonne sonore: tra queste ultime ricordiamo l’album di Assassini Nati; del film accalamato e nominato agli OscarÒHotel Randa, e dellapluripremiata serie televisiva Californication, con David Duchovny.

 

Carr è stato nominato al Hollywood Music in Media Award nel 2010 per Outstanding Music Supervision-Film in Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai, ed insieme a Nora Felder ha ricevuto Hollywood Music in Media Award nel 2010 per Outstanding Music Supervision-Television per il loro impegno in Californication.

 

I suoi progetti attuali includono la serie di documentari di Oliver Stone The Untold History of US, per Showtime.

Carr è membro del comitato esecutivo della sezione intrattenimento della City of Hope, e fa parte del comitato consultivo della California State University per i programmi di intrattenimento di Channel Island.

Ha fatto parte del Consiglio dei governatori per la National Academy of Recording Arts & Sciences, ed è il fondatore e co-presidente del programma per gli arrangiamenti musicali dei film della Fondazione Grammy.

 

            ADAM PETERS (Musiche) compositore di origini britanniche, e produttore musicale che in precedenza ha collaborato con Oliver Stone nel documentario del 2009 A Sud del Confine. 

Terminati gli studi classici, Peters ha frequentato la Charterhouse School, e ha studiato musica moderna e composizione presso la prestigiosa Guildhall School of Music & Drama. 

 

Peters ha iniziato la sua carriera musicale negli anni ottanta come tastierista, violoncellista e arrangiatore nella banda rivoluzionaria degli Echo and the Bunnymen.  La canzone “The Killing Moon”, tratto dall’acclamato album “Ocean Rain” è un classico inglese, e fa da cornice a più di 20 film. 

Come musicista e produttore, Peters ha continuato a collaborare con Beth Orton, Chrissie Hynde e Siouxsie and the Banshees, tra gli altri.

 

Nel 2007 Peters si trasferisce in California per concentrarsi totalmente alla composizione.

In quel periodo è stato molto ispirato dalla vita che conduceva nel deserto, vicino al Joshua Tree National Park, passando due anni a scrivere e registrare musica. Attualmente risiede a Los Angeles, dove ha già lavorato in numerosi film importanti, curando gli arrangiamenti di Rango le cui musiche sono di Hans Zimmer; Crazy, Stupid, Love; ed il film di prossima uscita Ruby Sparks.

Ha inoltre curato il famoso documentario After Porn Ends.

 

Per Le Belve, Peters ha creato un brano drammatico con violoncello elettrico, sintetizzatori analogici ed altri strumenti originali che suona egli stesso. 

Come orchestral writer, fa parte di una nuova generazione di compositori di film che unisce alle immagini classiche un suono davvero moderno.



*Il western all’italiana (noto anche come spaghetti western o Italo-western in inglese) è il nome di un genere di film western di produzione italiana negli anni sessanta e settanta.

*Infoganda è un termine che descrive un’opera teatrale o letteraria che contiene elementi di uno spot e propaganda 

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