1 gennaio “Il castello magico” – NOTE DI PRODUZIONE

1 gennaio  ”Il castello magico” di Jeremy Degruson, Ben Stassen

NOTE DI PRODUZIONE

IL CASTELLO MAGICO si basa su un film d’attrazione realizzato una decina di anni fa. Un film d’attrazione è un film 4D che dura circa 10-­‐15 minuti (in pratica un film 3D con effetti speciali in teatro). In tal caso si tratta di un film di 12 minuti intitolato HAUNTED HOUSE. Dopo LE AVVENTURE DI SAMMY, eravamo in cerca di idee per un lungometraggio e così abbiamo pensato che questa sarebbe stata un’ottima idea da riprodurre in un film. Ovviamente, trattandosi di un corto, abbiamo dovuto riprodurlo in una storia vera. Infatti, i primi 10 minuti del nostro film richiamano alcune scene e allestimenti del film realizzato dieci anni fa. All’inizio, il titolo in inglese era THE ENCHANTED HOUSE, ma la parola “magico” è più adatta al film in questione perché la casa appartiene ad un mago e perché il protagonista usa la magia. Così abbiamo deciso di chiamarlo IL CASTELLO MAGICO. E non è assolutamente un film pauroso. Anche la scena in cui il potenziale acquirente della casa scappa via urlando “la casa è infestata!” è divertente perché il pubblico sa che è tutta una messa in scena orchestrata dagli abitanti della casa. BEN STASSEN (Produttore e Regista)

 

 

L’ANIMAZIONE DEI PERSONAGGI

 

Ci sono 50 personaggi in IL CASTELLO MAGICO ed ognuno di essi è stato disegnato. Alle spalle, c’è un grande lavoro di ricerca. Abbiamo provato diversi disegni e una serie di differenti approcci. Per Tuono avevamo bisogno di un gatto giovane, a metà tra un gattino e un gatto adulto, quindi, in termini di proporzioni, abbiamo dovuto effettuare diverse prove prima di arrivare all’effetto che volevamo. Abbiamo creato diverse scene in cui ci siamo divertiti a maltrattare i personaggi più noiosi. E per quanto riguarda Lawrence, abbiamo cercato attori che potessero in qualche modo somigliare a lui. Inizialmente ho pensato a Pierre Richard, il prototipo di uomo anziano dai capelli grigi e sconvolti. Se fosse stato un film, quello di Lawrence sarebbe stato un ruolo perfetto per Pierre Richard. Per creare il film ci sono voluti quattro passaggi: Prima di tutto la “stroyboard”, ossia la bozza in disegno dell’intero film. Molte sequenze sono state scartate, il che ci ha aiutato a sfoltire il film il più possibile ed evitare costi troppo elevati. Così abbiamo realizzato un animazione 2D che ci ha fornito la prima impressione del film. Poi è il tempo del “layout”, cioè della proiezione del film. Posizionando i punti di ripresa e i personaggi nello spazio e è stato possibile quantificare realmente le diverse sequenze da includere nel film. Terminato il layout, il film inizia a prendere vita. Durante la fase di animazione, ogni singola ripresa viene animata ed è qui che i personaggi diventano reali. Le emozioni si percepiscono dall’espressione dei loro visi ottenuti grazie agli effetti speciali. In questa fase si aggiungono, inoltre, gli effetti singolari del personaggio come il movimento degli abiti o dei capelli. Poi, arriva il momento della fotografia. L’ultima fase è costituita dalla realizzazione degli ambienti e dalla rifinitura dei colori fino a ottenere le immagini finali. Siamo molto orgogliosi del risultato! JÉRÉMIE DEGRUSON (Co-­‐regista)

 

 

 

LA MUSICA

Per quanto riguarda la musica, sono stato abbastanza fortunato ad aver avuto la possibilità di lavorare ancora con il compositore Ramin Djawadi, con il quale ho già lavorato durante il mio primo film FLY ME TO THE MOON. Da allora ha lavorato per progetti del calibro di PRISON BREAK e IL TRONO DI SPADE, o in film come SAFE HOUSE con Denzel Washington, HOTEL TRANSILVANIA e PACIFIC RIM. Ramin Djawadi possiede un grande talento nel creare musiche, che sono sempre utili nei film d’animazione perché in essi devi creare tutto – non ci sono attori che arrivano e proiettano la loro personalità, prendendo la situazione in mano. Inizi da uno schermo bianco, non ci sono luci, suoni o musiche – devi creare tutto. Quindi, avere qualcuno come lui che sa come creare musica a seconda dei personaggi e dei loro atteggiamenti è importante. Mentre, nel caso di canzoni commerciali, di cui abbiamo acquistato i diritti d’autore, o composizioni d’orchestra, è possibile scegliere le musiche prima di iniziare l’animazione oppure quando il film è già concluso. Per esempio, lo facciamo in anticipo se vogliamo animare la sequenza di un ritmo musicale. Come per la scena del balletto, quando il gatto entra in casa ed è accolto dal mago che vuole festeggiare e aziona il grammofono. A quel punto, ascoltiamo una musica che i personaggi ballano per tre minuti. Per quella scena, la musica doveva essere composta e registrata, oppure acquistata, prima di iniziare il film. Quindi, quando inizi a lavorare sulle colonne sonore, sai che in alcuni casi hai bisogno di una canzone mentre tutto il resto è composto a seconda delle scene. Per due mesi, nel suo studio, Ramin Djawadi ha dovuto vedere il film in continuazione. Per completare ogni singola scena, ha dovuta prima vederle, poi ha realizzato la musica e di seguito ha verificato se questa fosse corretta. Le musiche devono essere sincronizzate con le immagini finali del film.

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