INTERVISTA A TIZIANO MENICHELLI
Come sei stato coinvolto in questo progetto?
Ho fatto un provino, come era già accaduto nelle mie due precedenti esperienze su un set: nella serie Antonia di Chiara Malta e nel film di Davide Gentile Denti da squalo. È seguito un secondo provino, questa volta con Pierfrancesco Favino, ed è andato molto bene perché mi sono divertito e mi sono sentito sempre a mio agio. Alla fine, ho scoperto che mi avevano scritturato.
Pensi che il Felice che interpreti sia vicino o lontano rispetto a quello che tu sei davvero nella vita?
Nel corso delle riprese sono diventato certamente più consapevole e ho potuto notare in Felice dei modi di essere e di comportarsi che potevano essere simili a quello che io sono davvero. Sono stato molto fortunato perché sono stato aiutato tanto da Pierfrancesco Favino, che mi è stato vicino con la sua esperienza e la sua capacità di coinvolgermi. Anche Giovanni Ludeno mi ha generosamente dato suggerimenti e consigli importanti nell’interpretazione e nella comprensione del mio personaggio.
Come ti sei trovato con il tuo regista?
Andrea non voleva che imparassi soltanto le battute a memoria. Per lui, anche se non ero fedelissimo al copione, andava bene ugualmente: la cosa a cui teneva di più era la naturalezza. Andrea è una persona sensibile, in grado di capirti al volo; mi ha dato sempre tanti consigli preziosi su molti aspetti della recitazione, su come muovermi e pronunciare le battute, ma anche su come gestire il respiro. Mi ha fatto sentire a casa. Anche i responsabili della produzione mi hanno messo sempre a mio agio. E visto che a me piace molto pescare, quando avevo un po’ di tempo libero dal set mi accompagnavano a prendere l’attrezzatura e mi permettevano di assecondare il mio hobby, che ha anche il potere di rilassarmi come nient’altro.
Col passare del tempo ti sentivi sempre più sicuro mentre giravi?
Naturalmente, fin dall’inizio, io ce l’ho messa tutta: dovevo essere impegnato al massimo ogni giorno, avere la giusta concentrazione. E ogni settimana che passava avvertivo dei progressi e mi sono sentito effettivamente, piano piano, più sicuro.