IN SALA IL MAESTRO INTERVISTA AD ANDREA DI STEFANO

INTERVISTA AD ANDREA DI STEFANO

Come si è consolidato il rapporto con Pierfrancesco Favino dopo la felice esperienza de L’ultima notte di Amore?
Ci capiamo al volo, siamo all’ascolto uno dell’altro, ci piace raccontare storie allo stesso modo, abbiamo la stessa ambizione di lavorare a un tipo di cinema ancorato alla tradizione italiana ma con tratti contemporanei. Pierfrancesco ha una capacità di interpretazione rarissima nel panorama internazionale, è un grandissimo attore. Sul set era evidente come avesse fatto suo il sentimento profondo e conflittuale proprio del protagonista.

Quali sono, a tuo parere, le doti peculiari di Favino?
C’è in Pierfrancesco un talento artistico che ti sorprende sempre. Ha capacità emotive e interpretative che si combinano con un’abilità narrativa unica. È dotato di un talento naturale che ha affinato negli anni e oggi sono molto felice di lavorare con lui, non potrei chiedere di meglio.

Ti è capitato di modificare qualcosa in corsa rispetto al copione originale?
Lo faccio sempre. Anche la sera prima di girare scrivo scene o battute nuove, o le taglio. Mi piace che siano rispettate le cose che scrivo, ma con un attore come Pierfrancesco, se ci viene in mente un’idea, la realizziamo anche tra un ciak e l’altro.

I commenti sono chiusi.