Se venisse anche l’inferno”, Samuele Rossi gira le ultime riprese del suo nuovo film con Ivan Franek, Giusi Merli e Cisco, nell’inverno a oltre duemila metri
Il film racconta la storia del partigiano Gio, nome di battaglia, rimasto da solo e pronto a sopravvivere, in un rifugio di montagna sulle Alpi dopo un feroce rastrellamento nazi-fascista. Di fronte a lui il terribile inverno del 1944, uno dei più freddi della storia italiana ed uno dei peggiori della guerra ormai esplosa in tutta la sua drammaticità, ricostruito nella nuova opera del regista toscano. Il titolo del film è tratto da un adattamento partigiano del canto alpino “Su pei monti vien giù la neve” risalente alla Prima guerra mondiale.
Nel cast, figurano anche il giovane Luca Tanganelli, per la prima volta protagonista (nel cast di “Alla festa della rivoluzione”, il nuovo film di Arnaldo Catinari presentato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma), accanto a lui Luca Vergoni, apprezzato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia in “Orfeo”, e Giorgio Colangeli, nei panni di un internato scappato dai campi di concentramento. Poi gli attori valdostani Alice Vierin, Andrea Damarco e Giada Bessone.
Sarà un racconto in presa diretta, dal contatto più ravvicinato possibile: le riprese alterneranno piani sequenza e long take privilegiando la continuità temporale senza tagli di montaggio, con gli attori liberi di improvvisare all’interno della linea narrativa. Tra cinema documentario e reportage di guerra, Rossi usa la macchina da presa in modo peculiare per seguire i passi di Gio, il partigiano protagonista, il “corpo” su cui si muove la Storia, travolto dagli accadimenti.