A Cannes, Roma Lazio Film Commission punta su coproduzioni, talenti e nuove tecnologie

A Cannes, Roma Lazio Film Commission punta su coproduzioni, talenti e nuove tecnologie

Al centro del panel anche Cinecittà, il fondo Lazio Cinema International e le nuove sfide legate all’innovazione audiovisiva

CANNES – Si è tenuto all’Italian Pavilion l’incontro “Local Roots, Global Vision”, organizzato da Fondazione Roma Lazio Film Commission e dedicato ai temi della produzione audiovisiva internazionale, della valorizzazione dei territori e delle opportunità per talenti e industrie creative. 

Ad condurre il panel l’ad di Roma Lazio FC Lorenza Lei, insieme al presidente Maria Giuseppina Troccoli e al direttore Paolo Giuntarelli, che hanno illustrato le strategie messe in campo dalla Regione Lazio e dalla Fondazione per rafforzare il ruolo del territorio nel sistema audiovisivo nazionale e internazionale.

“A un anno dalla nascita della Fondazione non solo stiamo portando avanti quanto avevamo annunciato lo scorso anno, ma sono già nati molti nuovi progetti e molti altri sono in cantiere”, ha dichiarato Troccoli. “Nel frattempo ci siamo rafforzati anche come staff e abbiamo messo in campo numerose iniziative”.

La presidente ha sottolineato come l’internazionalizzazione rappresenti una delle priorità della Fondazione: “Stiamo organizzando incontri tra produttori italiani e stranieri e avviando accordi con Film Commission internazionali per creare rapporti più diretti e offrire servizi sempre più efficaci alle produzioni”.

Troccoli ha inoltre ricordato il peso strategico del territorio laziale per il comparto: “Nel Lazio ha sede circa l’80% dell’industria audiovisiva nazionale: questo ci assegna una responsabilità molto importante, perché la nostra attività può incidere concretamente sul settore audiovisivo italiano”.

Nel corso dell’incontro, Lei ha illustrato i dati relativi alle produzioni audiovisive realizzate nel biennio 2024-2025.

“Registriamo circa 300 opere prodotte, per la precisione 271, tra film, serie, documentari e film tv”, ha spiegato. “Parliamo di 198 film, 95 serie e miniserie televisive, 42 documentari e 6 film tv. Di queste opere, 179 hanno un respiro internazionale”.

Nel dettaglio, i dati presentati mostrano 43 coproduzioni internazionali e 36 produzioni estere realizzate sul territorio. La ricerca CINEMAP ha inoltre evidenziato una crescita significativa della serialità: le serie tv passano dal 30% delle opere prodotte nel 2024 al 39% nel primo semestre del 2025. La ricerca prende in esame 167 opere complessive, tra cui 80 film destinati alla sala, 50 serie e miniserie tv, 32 documentari e 5 film tv di finzione.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla formazione attraverso il progetto “Talent Hub”, sviluppato insieme alla Scuola di Cinema Gian Maria Volonté, che punta alla formazione di attori, registi, sceneggiatori e direttori della fotografia attraverso percorsi sostenuti dai fondi FSE+, con masterclass intensive e attività dedicate all’internazionalizzazione dei talenti.

“Il mercato globale chiede storie che sappiano viaggiare”, è stato sottolineato nel corso della presentazione del progetto, che prevede anche percorsi rivolti ai produttori locali per rafforzare competenze legate alla serialità e ai nuovi linguaggi audiovisivi. Lorenza Lei ha inoltre ricordato le iniziative sviluppate insieme ad Anica Academy, con corsi dedicati agli esercenti cinematografici e alla formazione dei responsabili di produzione in ambito amministrativo. “I mestieri del settore ci stanno particolarmente a cuore”, ha dichiarato, ricordando come il Lazio continui a rappresentare la prima regione italiana per numero di aziende attive nell’audiovisivo.

Nel suo intervento Giuntarelli ha invece sottolineato il cambio di approccio della Regione Lazio nei confronti del comparto audiovisivo.

“Il cinema non è più visto soltanto come un’impresa: per l’amministrazione Rocca è uno strumento di valorizzazione e di promozione dello sviluppo locale e della nostra regione”, ha dichiarato. “La Fondazione Roma Lazio Film Commission non nasce soltanto per mettere a terra risorse, ma per agire a 360 gradi su impresa, formazione e cultura”. Il direttore ha inoltre evidenziato come il cinema sia stato inserito tra i cluster strategici del piano triennale del turismo della Regione Lazio: “È una strategia di medio-lungo periodo. Il cinema viene considerato un elemento fondamentale per lo sviluppo del territorio”.

Nel corso del panel è intervenuta anche Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà, cirando in particolare Roma Elastica di Bertrand Mandico, produzione internazionale realizzata anche negli studios di Cinecittà con set ricostruiti a Roma. Ha inoltre richiamato il documentario dedicato a Vittorio De Sica diretto da Francesco Zippel sottolineando il valore del progetto nel raccontare la storia del cinema italiano attraverso linguaggi differenti, tra materiali di repertorio e animazione.

Tra i case study presentati anche Primavera di Damiano Michieletto, sostenuto attraverso il fondo Lazio Cinema International.

Carlotta Calori di Indigo Film ha raccontato come il film, ambientato a Venezia ma girato in larga parte nel Lazio, sia stato accompagnato dalla Film Commission nel percorso produttivo internazionale. “Il Lazio è stato un partner fondamentale per aiutarci a costruire progetti ambiziosi”, ha dichiarato.

Il film è stato venduto in 50 Paesi, selezionato in 25 festival internazionali e ha ottenuto 7 candidature ai David di Donatello 2026, grazie anche a un contributo di 310 mila euro nell’ambito delle attività della Fondazione Roma Lazio Film Commission.

Nel corso dell’incontro Simone Fusco, general manager della Fondazione Roma Lazio Film Commission, ha richiamato l’attenzione sul bando “Lazio Cinema International”, dedicato alle coproduzioni. “Lazio Cinema International è il nostro bando per le coproduzioni e dispone di una dotazione importante, pari a circa 10 milioni di euro all’anno”, ha spiegato Fusco, annunciando nuove misure pensate per rafforzare ulteriormente l’attrattività del Lazio nei confronti delle produzioni internazionali.

La Fondazione sta inoltre lavorando allo sviluppo di una nuova piattaforma digitale integrata, pensata per semplificare l’accesso ai servizi della Film Commission e mettere in rete produzioni, professionisti, crew e territori attraverso un sistema strutturato e orientato al networking internazionale. Nel corso del panel è intervenuto anche il regista e produttore Cristiano Bortone, che ha posto l’attenzione sull’evoluzione dei linguaggi audiovisivi e sulle sfide tecnologiche che stanno trasformando il settore.

Bortone ha citato il caso de La violinista, film d’animazione in coproduzione tra Italia, Spagna e Singapore che sarà presentato al Festival di Cannes, definendolo “un esempio concreto di come il cinema stia esplorando nuove forme narrative e produttive. Non dobbiamo avere paura dei nuovi linguaggi – ha dichiarato – Dall’intelligenza artificiale alle serie digitali fino ai film interattivi, sta emergendo un mondo nuovo nel quale non possiamo permetterci di arrivare ultimi”.

Il produttore ha quindi sottolineato la necessità di investire nell’innovazione per evitare che il sistema audiovisivo italiano resti indietro rispetto ai grandi mercati internazionali: “Paesi come Cina e Stati Uniti stanno già lavorando in maniera avanzata su queste tecnologie. Se continuiamo ad avere un approccio troppo conservatore rischiamo di subire innovazioni sviluppate altrove invece di esserne protagonisti”. Tra serialità, coproduzioni, formazione e promozione territoriale, il panel ha restituito l’immagine di un Lazio sempre più orientato a consolidare il proprio ruolo come hub strategico dell’audiovisivo europeo.

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