Siena- Celebra il genio di Franco Zeffirelli

“Zeffirelli, ultima opera”: al Terra di Siena Film Festival l’atteso documentario 

Il Terra di Siena International Film Festival, giunto alla trentesima edizione, parte venerdì 25 settembre col botto. Si tratta di un’attesa anteprima assoluta in vista della rassegna vera e propria che si terrà dal 13 al 17 ottobre.
Si tratta di: “Zeffirelli. Ultima opera”
un documentario Sulla messa in scena postuma dell’ultima opera realizzata sull’allestimento e i bozzetti creati dal grande Maestro fiorentino scomparso il 15 giugno 2019

L’evento avrà anche un talk show con attori, registi e personaggi della cultura che hanno lavorato con il Maestro fiorentino da Massimo Ghini, Luca Verdone, Caterina D’Amico e altri.

E’ “Il Rigoletto” di Giuseppe Verdi che il 20 gennaio 2022 debuttava alla Royal Opera House di Muscat, la capitale dell’Oman, con grande sfarzo e un’accoglienza straordinaria. La regia della pellicola è di Federico Fazzuoli, storico autore di programmi tv e di altri docufilm. La proiezione avverrà alle 21 al Teatro dei Rinnovati in Piazza del Campo a Siena. Ingresso gratuito con prenotazione su Eventbrite, informazioni nel sito. Come dice la fondatrice del Terra di Siena, Maria Pia Corbelli, quello di venerdì “è uno degli eventi a livello internazionale più attesi nel panorama culturale” e la proiezione a Siena conferma “il ruolo di primo piano del Festival nel circuito cinematografico globale” celebrando per il trentesimo anno “la settima arte nei luoghi della Toscana che l’hanno resa immortale”.

Cosa c’è nel documentario

Il documentario di Fazzuoli riunisce con profondità il mondo del cinema e quello dell’opera lirica in un ambiente non certo classico. Il legame di Franco Zeffirelli con l’Oman era però forte: il grande esteta e regista fiorentino aveva inaugurato con una sua regia la stessa Royal Opera House di Muscat, il 12 ottobre 2011, edificio voluto dall’allora sultano Qaboos bin Said che aveva affidato a uno studio inglese la progettazione: sala da 1100 posti, auditorium, giardini, mercato culturale, centro d’arte in una cornice scintillante. Visto il successo della “Turandot” di Puccini diretta da Placido Domingo, il capo stesso del Paese volle onorare Zeffirelli facendolo cittadino onorario omanita. Per questo, il successore di Qaboos, il sultano Haitham bin Tariq Al Said, volle nel decennale del teatro un’altra opera con la ripresa di una regia del Maestro – datata 1964 – ormai scomparso a inaugurare la stagione. Così, sempre con la collaborazione della Fondazione Teatro Arena di Verona e la Fondazione Zeffirelli, venne portato in scena “Rigoletto”.

Il racconto di quella “prima”

L’opera verdiana riproposta nel documentario di Fazzuoli è diretta da Jahn Latham-Keonigmentre a Stefano Trespidi venne affidato il compito di seguire quelle che erano le intenzioni di Zeffirelli nella messa in scena e nei costumi. Alla prima parteciparono il grande Leo Nucci nella parte di Rigoletto; Giuliana Gianfaldoni come Gilda; Dmitry Korchak come Duca di Mantova; Riccardo Zanellato nelle vesti di Sparafucile; Yulia Mazurova come Maddalena; nelle varie repliche apparve fra l‘altro anche Ambrogio Maestri nella parte principale. Ma come detto il documentario di venerdì non è che la succosa anteprima di una trentesima edizione del Festival che si annuncia già particolarmente palpitante.

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