Ad Alice nella città è il giorno di “Föa – C’era una volta il futuro”,

Ad Alice nella città è il giorno di “Föa – C’era una volta il futuro”, film d’esordio di Margherita Ferrari, in anteprima nel Concorso Panorama Italia. Il film ha per protagonista Gaia Ravina ed è interpretato anche da Gabriele Falsetta, Clara Tramontano, Iker Urgoiti e con Elena Arvigo e Fulvio Pepe.

Scritto da Anita Della Cioppa, Margherita Ferrari e Veronica Penserini, è prodotto da Paolo Sorrentino per Numero 10, Annamaria Morelli per The Apartment, società del Gruppo Fremantle, Andrea Scrosati per Fremantle, Massimiliano Orfei, Luisa Borella, Davide Novelli per PiperFilm ed è una produzione Numero 10 e The Apartment, società del Gruppo Fremantle, in associazione con PiperFilm e in collaborazione con Netflix, realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero Della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.

Il film uscirà nei cinema italiani distribuito da PiperFilm. Le vendite internazionali saranno a cura di PiperPlay.

Sinossi

Genova, 20 luglio 2001: Nicole ha 18 anni ed è all’ottavo mese di gravidanza. Sola in casa, durante le manifestazioni contro il vertice del G8, apre incautamente la porta a dei manifestanti. In sottofondo i rumori della strada, in una giornata che diventerà Storia e segnerà una generazione. Dentro casa, una convivenza forzata che è scontro e incontro tra il mondo privato della ragazza e quello pubblico di Julian, Irene ed Elixi.

 

NOTE DI REGIA

 

Ho un unico ricordo del 20 luglio 2001: le finestre del mio salotto, a Genova.

Nonostante il caldo, gli infissi dovevano restare chiusi e le tipiche persiane verdi, sbarrate. Fuori stava accadendo qualcosa di pericoloso e importante. Ma io avevo solo quattro anni, e non sapevo cosa. Anche crescendo, del G8 si è parlato poco. Sfuggiva brevemente tra le parole degli adulti durante i pranzi e veniva subito rimosso, come un boccone mal masticato. A volte, andando al parco giochi del Porto Antico, mio padre mi indicava una via, ma l’argomento si spegneva subito dopo.

Qualunque cosa fosse passata sotto quelle finestre aveva il potere dei tabù. E come certi tradimenti o segreti familiari, taciuto faceva ancora più rumore.

 

Dopo anni di lavoro, siamo arrivati a Föa, che in genovese significa “storia”, “favola”.

 

Abbiamo scelto questo titolo non solo perché volevamo intrecciare la storia di un personaggio inventato con la grande Storia collettiva, ma soprattutto per il materiale simbolico ed affettivo da cui nasce il film. Infatti, nonostante il nostro amore per la ricerca, per i dettagli storici e le ore di materiale d’archivio visionate, ci interessava raccontare il G8 non come un documento, bensì come un terreno più onirico. Un evento che ripercorriamo non su una pagina del libro di storia, ma che esploriamo per i significati e le emozioni che questa specie di grande sogno/incubo collettivo ha lasciato in tutti noi.

Di immagini e momenti fortemente simbolici ce ne sono stati molti, ma il G8 rappresenta per noi uno degli ultimi momenti in cui è sembrato ancora possibile immaginare un altro mondo, diverso da quello in cui viviamo. Nel fallimento di quelle giornate, assistiamo all’omicidio del futuro.

Non a caso la protagonista è incinta. Come i ragazzi che le invadono casa, contiene in grembo una domanda a cui non sa come rispondere.

Cosa accade quando il futuro che immaginavamo svanisce?

 

E noi forse siamo proprio nella pancia di Nicole: siamo cresciuti nel mondo che viene dopo. In questo senso, volevamo interpretare l’epoca con gli occhi del presente, trasformare una storia di ieri in una storia d’oggi. Quel bambino, che nel 2001 era nel ventre di sua madre, porta con sé una domanda che rimane aperta.

Non sappiamo come andranno le cose. Potrebbero persino essere migliori.

Come nelle favole.

 

Margherita Ferrari

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