Il bonario inquisitore Roberto Bellarmino vuole salvare a tutti i costi dal rogo Giordano Bruno, che invece non vede l’ora di diventare il Martire del Libero Pensiero. Nell’ultima notte si battono in un duello feroce, brillante, e sorprendente.
Roma, febbraio 1600.
A poche ore dalla sua esecuzione a Campo dei Fiori, Giordano Bruno in carcere riceve la visita del teologo e inquisitore Roberto Bellarmino, che si danna da mesi per cercare di salvargli la vita, in cambio di una sua abiura. Bellarmino sa che quella morte sul rogo sarà un autogol per la Santa Sede, perché di fatto regalerà a Bruno la patente di Martire del Pensiero.
Da parte sua, il Nolano è in cerca di una morte Eroica contro il Potere, e non vede l’ora di andare sul rogo che lo consegnerà all’immortalità.
L’incontro si tramuta in un feroce duello verbale tra il Filosofo e il Cardinale sull’idea stessa di Libertà, dove si interrogheranno fino a scambiarsi i ruoli di Inquisitore ed inquisito: chi dei due è davvero libero, anche se si tratta di un Autorità della Santa Sede, e chi invece è prigioniero della propria Grandiosità?