IL CAST – NOTE DI REGIA – “Un weekend artificiale” di Leonardo Pieraccioni, al cinema dal 12 novembre
La scelta degli attori: raccontare l’umanità con un sorriso
Per raccontare questa storia ho voluto circondarmi soprattutto di attori che vengono dal cabaret, dal teatro comico, da quel mondo dove il rapporto con il pubblico è immediato e dove il tempo di una battuta è fondamentale.
La scelta non è stata casuale. Volevo che questo piccolo campionario di umanità fosse colorato, allegro, vivace, a tratti persino strampalato. Perché, anche quando raccontiamo le nostre debolezze, le nostre paure e le nostre miserie, noi esseri umani riusciamo spesso a essere involontariamente comici.
Gli attori comici hanno una qualità che considero preziosa: sanno rendere leggeri anche i pensieri più pesanti. Riescono a farci ridere di qualcosa che, un attimo dopo, potrebbe persino commuoverci.
Volevo che il film avesse questa energia, che fosse gioioso, frizzante, pieno di facce, caratteri, battute e situazioni imprevedibili. Una commedia corale dove ogni personaggio rappresentasse un piccolo pezzo delle nostre contraddizioni.
In fondo, se un’intelligenza artificiale decidesse di venire sulla Terra per capire come siamo fatti, mi piacerebbe che incontrasse proprio questa compagnia di personaggi un po’ assurdi. Perché forse il modo migliore per raccontare l’umanità è proprio quello di prenderla sul serio il meno possibile, pur volendole molto bene.
Sono felice anche di aver ritrovato in splendida forma, a 30 anni dall’uscita de Il Ciclone, tanti suoi protagonisti: Paolo Hendel, Massimo Ceccherini, Tosca d’Aquino! È stato come ritornare nel solito campeggio d’estate per continuare immediatamente a divertirci ancora come tanti anni fa.
Leonardo Pieraccioni